Carabinieri

Carabinieri, Omicidio in Caserma ad Asso: il Brigadiere Milia rinviato a giudizio per omicidio pluriaggravato

Il Tribunale militare di Verona è diventato il centro di una storia tragica e complicata che vede coinvolto il brigadiere Antonio Milia, accusato di omicidio pluriaggravato. Il militare, sospettato dell’uccisione del comandante Doriano Furceri, 58 anni, il 27 ottobre dell’anno scorso, è ora ufficialmente rinviato a giudizio.

Dettagli del Caso:

Il delitto, avvenuto ad Asso, ha scosso la comunità, specialmente quando Milia si era barricato in caserma, causando un assedio che era terminato solo all’alba del giorno successivo con un blitz dei carabinieri del Gis, nel quale un partecipante era rimasto ferito. Oggi, il giudice dell’udienza preliminare ha formalmente accolto la richiesta della procura, rigettando la difesa che contestava le aggravanti e chiedeva l’accesso al rito abbreviato.

L’Accusa

L’accusa rivolta a Milia è severa: l’omicidio per futili motivi e il delitto commesso contro un pubblico ufficiale in servizio. Si aggiunge anche la recidiva, dovuta a un precedente decreto penale di condanna per un episodio simile avvenuto sempre ad Asso.

La Difesa

Roberto Melchiorre, avvocato difensore di Milia, sostiene che, data l’incapacità di intendere e volere dell’imputato al momento del delitto, le aggravanti sarebbero inappropriate. La difesa ha cercato, senza successo, di optare per un procedimento più rapido tramite il rito abbreviato, puntando su una discussione basata sugli atti già presenti.

La prima udienza è stata fissata per il 24 gennaio. Nel processo è presente anche il ministero della Difesa, che di fatto è il datore di lavoro della vittima, dell’omicida e del carabiniere del Gis ferito, ma anche degli ufficiali medici che hanno dato l’idoneità per tornare in servizio a Milia. Il carabiniere era in cura per problemi psichici. Era tornato in servizio da pochi giorni quando è avvenuto l’omicidio.

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