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Deputato Borrelli aggredito a Napoli, inveisce contro i militari di Strade Sicure che non sono intervenuti

Aggressione a Napoli durante il sopralluogo di Borrelli

L’episodio si è verificato l’11 aprile 2026 a Largo Sermoneta, a Napoli, durante un sopralluogo del deputato Francesco Emilio Borrelli nella zona della spiaggia pubblica, dopo alcune segnalazioni relative alla presenza di un folto gruppo di minorenni, indicati come baby gang, accusati di molestare turisti e anziani.

Durante la diretta social del parlamentare, la tensione è salita rapidamente fino a degenerare. Borrelli è stato circondato da un gruppo di ragazzini, insultato e colpito con oggetti, secchi d’acqua e bottiglie. Nelle immagini e nei resoconti successivi, il deputato ha denunciato un clima di forte degrado, segnalando anche l’ostentazione di simboli criminali da parte di alcuni dei presenti.

Le frasi contro i militari presenti sul posto

Nel pieno del caos, però, la vicenda ha preso una piega ancora più delicata. In alcuni frammenti video circolati sui social, Borrelli ha rivolto parole durissime ai militari dell’Esercito presenti nell’area nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, contestando il loro mancato intervento durante l’aggressione.

Tra le espressioni attribuite al deputato compaiono frasi come “siete dei vigliacchi”, “avete paura” e “chiamerò il comando”. Parole che hanno immediatamente aperto un caso istituzionale e provocato la reazione del sindacato Libera Rappresentanza dei Militari.

La nota di Libera Rappresentanza dei Militari: “Dichiarazioni gravemente lesive”

La replica del sindacato è arrivata con una nota dai toni durissimi, già chiarissimi nel titolo: “On. Emilio Borrelli inveisce contro militari impegnati su Strade Sicure. Libera Rappresentanza dei Militari lo denuncia senza esitazione alla Procura. E scrive a Meloni e Crosetto”.

Nel comunicato, Libera Rappresentanza dei Militari (L.R.M.) esprime “forte disappunto e ferma condanna” per le dichiarazioni attribuite al parlamentare, diffuse attraverso contenuti video sui social network e ritenute gravemente lesive della dignità e dell’immagine dei militari dell’Esercito Italiano impiegati nell’operazione Strade Sicure.

Secondo il sindacato, nei filmati relativi ai fatti di Largo Sermoneta, Borrelli avrebbe rivolto accuse e considerazioni offensive al personale militare presente, contestandone il presunto mancato intervento.

Il chiarimento sul ruolo dei militari in Strade Sicure

Nel testo, L.R.M. precisa che i militari impiegati nell’operazione Strade Sicure operano nel rigoroso rispetto delle regole d’ingaggio e delle consegne di servizio, che definiscono limiti, modalità e ambiti di intervento. Il loro ruolo, viene sottolineato, è quello di supporto alle Forze di Polizia, senza mai sostituirsi a esse.

Il sindacato ricorda inoltre che l’impiego del personale militare sul territorio è disposto dall’Autorità prefettizia, mentre il coordinamento tecnico-operativo è affidato al Questore, nel pieno rispetto del quadro normativo vigente che disciplina il concorso delle Forze Armate nei servizi di sicurezza pubblica.

“Area non direttamente vigilata” e fuori dalle competenze operative

Nella ricostruzione fornita da Libera Rappresentanza dei Militari, l’episodio apparirebbe riconducibile a comportamenti posti in essere da alcuni soggetti minorenni, verificatisi in un’area non direttamente vigilata dai militari e comunque al di fuori delle specifiche competenze operative assegnate al contingente impiegato.

È questo il passaggio con cui il sindacato respinge l’idea di un mancato intervento imputabile a negligenza o paura, rivendicando invece il rispetto delle disposizioni operative e della catena di comando.

La denuncia alla Procura e le segnalazioni alle istituzioni

La presa di posizione di L.R.M. non si è limitata a una replica politica. Il sindacato ha infatti annunciato di aver inviato apposita segnalazione alla Procura, oltre ad aver scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Gabinetto del Ministro, ai Capi di Stato Maggiore dell’Esercito e della Difesa, per le valutazioni ritenute opportune sul caso.

Nel comunicato si sottolinea che offese, delegittimazione e violenza verbale nei confronti dei militari risultano inaccettabili, soprattutto perché rivolte a personale che opera quotidianamente con disciplina, equilibrio e alto senso dello Stato, garantendo la sicurezza dei cittadini nel rispetto della legge e delle attribuzioni istituzionali.

L’affondo del sindacato: “Quadri in cerca d’autore” e “teatrino”

La nota di Libera Rappresentanza dei Militari contiene anche passaggi apertamente polemici nei confronti del deputato. Il sindacato definisce ingiustamente denigratorie le dichiarazioni contestate a Borrelli e sostiene che esse contribuiscano ad alimentare una narrazione distorta del ruolo dei militari impegnati in Strade Sicure, con possibili ripercussioni sulla percezione pubblica della loro funzione e sulla serenità operativa del personale.

Particolarmente duro il passaggio in cui viene definita “sconcertante” la mancanza di rispetto verso il personale in divisa, contrapponendola a quella che il sindacato descrive come l’attitudine di taluni “quadri in cerca d’autore” che “vagano con un cellulare in mano alla ricerca di eventi che gli possano portare un minimo di visibilità”. Un attacco frontale, che lascia poco spazio alle interpretazioni.

Inveire contro i militari non è la risposta

Al di là delle ragioni dell’intervento o del mancato intervento, resta un punto politico e istituzionale che pesa più di ogni slogan: inveire pubblicamente contro i militari non è certo la soluzione. Se esistono responsabilità, vanno accertate nelle sedi competenti. Se esistono limiti operativi, vanno chiariti. Ma trasformare uomini in divisa nel bersaglio di una sfuriata in diretta social non aggiunge sicurezza, non ristabilisce ordine e non rafforza lo Stato.

Semmai produce l’effetto opposto: sposta l’attenzione dal problema reale al teatrino della polemica, offrendo visibilità immediata ma pochissima sostanza. E in casi come questo il confine tra denuncia e propaganda diventa fin troppo sottile. L’insulto fa rumore, ma non risolve nulla.

La chiusura di Marco Votano: “Servitori della Patria, non servi del politico di turno”

Il comunicato, firmato dal Segretario Generale di Libera Rappresentanza dei Militari, Dr. Marco Votano, si chiude con un ultimo affondo dal forte peso simbolico e politico. L.R.M. ricorda infatti che i militari dell’Esercito Italiano sono “servitori della Patria e non servi del politico di turno”.

Una frase che sintetizza il senso dello scontro esploso dopo i fatti di Largo Sermoneta: da un lato l’aggressione subita dal parlamentare durante il sopralluogo, dall’altro una bufera istituzionale nata nel momento in cui la denuncia del degrado urbano ha lasciato spazio all’attacco verbale contro chi era in uniforme. Ed è proprio lì che la vicenda cambia tono: da fatto di cronaca a caso politico, con una conseguenza evidente. Quando la rabbia prende il posto della misura, il rischio è finire per colpire le istituzioni invece del problema.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.