ATTENTATO INCENDIARIO CONTRO I CARABINIERI, SOSPETTATO DÀ UNA TESTATA AL COMANDANTE

Attentato nella notte tra giovedì e venerdì contro la caserma dei
carabinieri di Sedilo. A fuoco l’autorimessa.

L’incendio ha distrutto una delle auto di servizio, una Fiat Punto, e
danneggiato la struttura.
Inagibili oltre all’autorimessa anche l’alloggio
del comandante della stazione.

Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco di Ghilarza dopo quasi due
ore di lavoro. Subito sono scattate le indagini, che si sono concentrate su M.D.,
disoccupato di 49 anni, di Sedilo, che ieri sera era stato fermato alla guida
di un’auto ubriaco e senza patente e assicurazione.
L’auto gli era stata
sequestrata e l’uomo ha rivolto pesanti minacce ai carabinieri che subito dopo
l’attentato sono andati a cercarlo e lo hanno portato in caserma. Durante
l’interrogatorio ha tentato di impedire che i militari potessero rilevare sui
suoi abiti tracce riconducibili all’incendio.
Ne è nata una colluttazione con il comandante della compagnia, Alfonso
Musumeci, colpito da una testata. Il diosoccupato è stato arrestato per
resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

D. è stato poi condannato a un anno e due mesi di reclusione, con pena
sospesa ma obbligo di dimora e divieto di uscire di casa dalle 21 di sera alle
7 del mattino. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di violenza a pubblico
ufficiale per l’aggressione al comandante della compagnia dei carabinieri di
Oristano e di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti dei militari della
pattuglia che ieri notte lo avevano sorpreso ubriaco al volante e gli avevano
sequestrato l’auto perché priva di assicurazione. A suo carico non risulta
invece, per il momento, alcuna accusa in merito all’attentato incendiario. In
attesa dell’esito degli accertamenti e dei rilievi svolti dai militari del Reparto
investigazioni scientifiche di Cagliari, D. resta comunque – come riporta
l’Ansa – il principale indiziato.
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