BRIGADIERE AMMANETTA AUTOMOBILISTA INDISCIPLINATO. CONDANNATO A 4 MESI PER ABUSO D’UFFICIO

Automobilista fermato per un’infrazione, fatto scendere, mani sopra la testa, perquisizione veloce per accertarsi che non abbia un’arma e manette ai polsi dalla forza pubblica di turno dopo averlo immobilizzato. Una scena che si vede comunemente in molti telefilm americani, ma in Italia prima di ammanettare un cittadino bisogna che ci siano validi motivi di sicurezza.

Non ha ritenuto che i motivi fosse abbastanza sufficienti il collegio giudicante del tribunale di Prato che, nei giorni scorsi, ha condannato a quattro mesi di reclusione, pena sospesa, un brigadiere dei carabinieri di 53 anni per abuso d’ufficio.

La vicenda risale al 2012, quando il militare in pattuglia fermò due fidanzati che avevano passato le strisce pedonali sul viale Galilei senza aver dato la precedenza a un pedone che aveva iniziato ad attraversare. Il giovane che si trovava alla guida, 25 anni, protestò vivacemente per la contestazione, e qui le versioni divergono, ma sempre in modo garbato.

Non altrettanto, secondo la difesa del brigadiere. Fatto sta che il militare non sentì ragioni: ammanettò il giovane che fu condotto in caserma per essere denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e subito liberato. Lo stesso brigadiere è stato assolto per un altro episodio simile a questo.

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