ANCORA UNA FUMATA NERA PER IL RIORDINO DELLE CARRIERE. TRA DISSAPORI VARI, GIOCHI CONCLUSI ENTRO IL 5 GIUGNO?

Nella riunione “strategica” sul Riordino delle Carriere di ieri 10 maggio al Ministero dell’Interno tra le Amministrazioni non sarebbe stato raggiunto alcun accordo definitivo, malgrado le vivissime pressioni della Polizia di Stato il cui Capo Alessandro Pansa avrebbe voluto ottenere il progetto finale prima di lasciare l’incarico a Franco Gabrielli.
Varie, si dice, le ragioni del mancato raggiungimento dell’accordo le cui principali cause sarebbero da ricercare nei dissapori tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, i primi ancora affezionati al progetto del ruolo unico agenti-assistenti-sovrintendenti non voluto dai secondi per la contrarietà dei Comandanti delle Stazioni e i Carabinieri “inorriditi” dalla richiesta della Polizia di Stato per l’inserimento nella nuova dirigenza di 509 dirigenti medici della P.S.

Assai più probabile, invece, che il vero problema riguardi le risorse economiche utilizzabili, tenuto conto che la proposta di portare da 8 a 5 l’anzianità di qualifica utile agli assistenti capo per la corresponsione del c.d. “assegno di responsabilità”, ovvero di anticipare il parametro degli 8 anni a 5 anni, abbia ampliato talmente la platea degli aventi diritto (23.000 solo nella Polizia Penitenziaria per una spesa che eccederebbe di 8 mln il budget disponibile per il Corpo) da prosciugare del tutto lo stanziamento di 119 mln di euro disponibile per tutta l’iniziativa.

Una particolare menzione, peraltro, merita l’Amministrazione penitenziaria, anche presente e che, finalmente protagonista (SIC!) in persona del Direttore Generale del Personale Pietro Buffa (si dice per “ordine” del Vice Capo Massimo De Pascalis) UDITE UDITE, ha richiesto un differimento/proroga del termine per presentare il proprio progetto di 10/15 con ciò ingenerando, per la pessima figura, non poche perplessità nei rappresentanti delle altre amministrazioni.
Fermo restando quanto detto, da voci provenienti dal Ministero dell’Interno, risulterebbe comunque che i “giochi” siano pressoché conclusi e che, al massimo entro il mese di giugno, forse addirittura prima del 5, data delle elezioni amministrative, il progetto verrà definitivamente licenziato.

Comunicato dell’organo ufficiale dell’OSAPP

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