Giustizia

Alemanno lascia Rebibbia e attacca Meloni: “Esco innocente, sulle carceri il governo non ha fatto niente”

L’uscita dal carcere dopo quasi un anno e mezzo

Gianni Alemanno è uscito oggi dal carcere di Rebibbia, dove era detenuto da 1 anno, 5 mesi e 24 giorni. L’ex sindaco di Roma ha lasciato l’istituto penitenziario romano dopo la detenzione legata alla condanna per traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

Ad attenderlo all’esterno del carcere c’era una folla di attivisti di destra, che lo ha accolto con cori e manifestazioni di sostegno. Davanti ai giornalisti, Alemanno ha rivendicato la propria posizione con parole nette: “Esco dal carcere da innocente”.

L’attacco al governo sul sovraffollamento

Appena fuori da Rebibbia, l’ex primo cittadino della Capitale ha scelto di porre subito l’accento anche sulla condizione delle carceri italiane. Un tema che aveva già sollevato durante la detenzione e che, nelle sue prime dichiarazioni da uomo libero, è tornato al centro del messaggio politico.

Alemanno ha puntato il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “Il governo Meloni non ha fatto niente”, ha detto riferendosi al problema del sovraffollamento carcerario.

Un’accusa diretta, pronunciata nel giorno della sua scarcerazione, che conferma l’intenzione dell’ex sindaco di continuare a intervenire nel dibattito pubblico anche sul fronte della giustizia e del sistema penitenziario.

La cena con Vannacci: “Una nuova speranza”

Nel corso del suo incontro con la stampa, Alemanno ha annunciato anche un appuntamento politico destinato a far discutere: “Vedrò questa sera Vannacci a cena”.

Il riferimento è al generale Roberto Vannacci, figura sempre più centrale nel dibattito interno all’area sovranista. Alemanno lo ha definito “un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa”.

L’ex sindaco ha precisato che il confronto non sarà privo di differenze: “Parleremo di tante cose, anche se non siamo d’accordo su tutto”. Una frase che lascia intendere un dialogo politico aperto, ma non necessariamente una piena convergenza su ogni tema.

“Non mi sento tradito, ma c’è un problema politico”

Alemanno ha poi escluso di sentirsi tradito da qualcuno nel suo percorso personale e politico. Tuttavia, ha indicato l’esistenza di un nodo più ampio dentro l’area del centrodestra e della destra italiana.

“Non mi sento tradito da nessuno”, ha detto, aggiungendo però di avvertire “un problema politico”.

Il passaggio più netto è arrivato quando l’ex sindaco ha rivendicato la propria identità: “Io sono un sovranista e non accetto una politica conservatrice”.

La critica alla destra conservatrice

Nel ragionamento di Alemanno, la distanza non riguarda soltanto singoli leader o singole scelte, ma l’impostazione politica complessiva. L’ex sindaco ha contestato l’idea stessa di una destra chiamata a “conservare”.

“In Italia non c’è niente da conservare e bisogna cambiare tutto. Questa è la verità”, ha dichiarato fuori da Rebibbia.

Parole che segnano il ritorno pubblico di Alemanno con un messaggio fortemente politico: critica al governo sul dossier carceri, rivendicazione di innocenza, rilancio del sovranismo e apertura di un confronto con Vannacci. Una combinazione che potrebbe alimentare nuove tensioni e nuovi equilibri nell’area della destra italiana.

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