Afghanistan, Biden invia 5mila soldati e avvisa i talebani “se mettete a rischio personale USA avrete rapida e forte risposta militare”

Continua l’avanzata verso Kabul dei Talebani, che secondo Al Jazeera si troverebbero a soli 11 chilometri a sud della capitale afghana. Gli insorti hanno attaccato la città settentrionale di Mazar-e-Sharif scatenando pesanti combattimenti. Nel frattempo, il presidente Ashraf Ghani ha parlato di “consultazioni in corso per la fine della guerra”, pur ribadendo che “la rimobilitazione dell’esercito è la nostra massima priorità”.

Biden: “Non passerò questa guerra al mio successore” – “Non passerò questa guerra ad un quinto presidente”, ha affermato Joe Biden. “Un anno o cinque in più di presenza militare statunitense non avrebbe fatto la differenza se l’esercito afghano non può o non vuole tenere il suo Paese. E una presenza americana senza fine nel mezzo del conflitto civile di un altro Paese non è accettabile per me”, ha aggiunto il presidente americano.

Evacuazione di 30mila persone entro agosto – Sono circa 30mila le persone che gli americani intendono evacuare dall’Afghanistan entro il 31 agosto, data fissata da Joe Biden per il ritiro delle truppe. Sono le stime del Pentagono, che entro la fine del weekend dispiegherà tremila soldati all’aeroporto di Kabul per garantire la sicurezza delle operazioni. Gli Stati Uniti intendo evacuare “migliaia di persone al giorno”, ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby. Circa 4.200 persone lavorano all’ambasciata statunitense nella capitale.

Biden invia 5mila soldati e avvisa i talebani – Intanto Joe Biden lancia un monito ai talebani: “Abbiamo comunicato ai rappresentanti dei talebani a Doha, attraverso il nostro comando, che ogni azione da parte loro sul terreno in Afghanistan che mette a rischio il personale Usa o la nostra missione diplomatica riceverà una rapida e forte risposta militare Usa”. Lo riferisce la Casa Bianca, precisando che il presidente ha autorizzato il dispiegamento di circa 5mila soldati per un ritiro “ordinato e sicuro” del personale americano e alleato, nonché degli afghani che hanno aiutato l’esercito americano.

Combattimenti nei pressi dell’aeroporto di Kandahar Combattimenti sono segnalati intorno all’aeroporto di Kandahar, la seconda città dell’Afghanistan, nel sud del Paese, conquistata due giorni fa dai Talebani. Lo riferisce una fonte dell’Ong italiana Intersos, presente con suoi operatori in città. Da parte sua, un giornalista freelance afghano, Bilal Sarwary, afferma che vi sono stati bombardamenti americani sui talebani che avrebbero provocato “decine di morti”. La notizia al momento però non ha trovato conferma.

Di Maio: “Pronti a evacuare, ma non li lasceremo soli”Intanto in Italia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio spiega in un’intervista al Corriere della Sera che con “la Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell’Interno e con la nostra intelligence”. “La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali”, afferma. E chiarisce: “Non ci sarà un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano”.

Il rientro del personale dell’ambasciata italiana – Alla luce del deterioramento delle condizioni di sicurezza in Afghanistan, sono state infatti avviate le procedure per predisporre il rientro in Italia del personale dell’ambasciata italiana a Kabul. Rimarrà un presidio della sede diplomatica presso l’aeroporto della cpaitale afghana, dove stanno trasferendo la maggior parte altre ambasciate presenti nel Paese.

Disposto un volo per i cittadini italiani – L’ambasciata italiana a Kabul ha inviato una mail a tutti i connazionali in Afghanistan lanciando un appello a rientrare. “Facendo seguito agli inviti formulati a lasciare il Paese”, si legge nella missiva, “visto il grave deterioramento delle condizioni di sicurezza, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell’Aeronautica Militare il 15 agosto alle 21:30 dall’aeroporto di Kabul”. La sede diplomatica invita quindi “a lasciare il Paese” sfruttando questo ponte aereo.

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