22° CORSO ALLIEVI VICE BRIGADIERI DELL’ARMA, “NATO MALE, CONTINUA PEGGIO”

La storia travagliata del 22 corso allievi vice brigadieri dell’Arma dei carabinieri, continua a far parlare. Sembrava essere nato sotto la buona stella dell’ampliamento dei posti, ma poi è tristemente sfociato in una parabola discendente di polemiche, domande annullate e ricorsi.

“Un corso nato male, inutile girarci attorno – commenta il delegato Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna – unica soddisfazione il parziale ampliamento dei posti sino ad inglobare 1078 allievi. Ma ancora troppo pochi per le necessità dell’Arma e per le aspettative dei militari. Sarà stata forse la tensione del “riordino” ma il concorso prima ed il corso adesso, continuano a suscitare polemiche. Non dimentichiamo le domande “sbagliate”, le interrogazioni parlamentari, l’erroneo calcolo delle graduatorie ed il relativi ripescaggi.”

Abbiamo pubblicato ieri, in anteprima, l’improvviso ampliamento dei posti del concorso per allievo carabiniere, salito oggi a 2727, quasi il doppio dei posti inizialmente previsti del bando. Quello che sconcerta è la contraddittorietà governativa che, in risposta all’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Occhiuto (FI – PDL) relativa alla possibilità di far partecipare al 22 corso vice brigadieri anche gli idonei non in graduatoria,  rispondeva che non era possibile un ulteriore ampliamento dei posti disponibili a causa “dei limiti finanziari e ricettivi degli istituti di istruzione”, limiti che, di fatto, parrebbero non esserci per l’ampliamento dei posti ad allievo carabiniere determinato in questi giorni.

Oggi dopo tutti questi “incidenti di percorso”, gli aspiranti a ridosso della graduatoria chiedono di essere ammessi al corso. “Sarebbe il giusto corollario – conclude La Fortuna – che salvaguarderebbe l’immagine dell’Istituzione, le aspettative degli aspiranti e compenserebbe equamente gli organici.”