Difesa

Whistleblowing le linee guida della Difesa: ecco i dettagli del nuovo piano anti-corruzione

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Il Ministero della Difesa alza il tiro contro gli illeciti interni. Con una direttiva che non lascia spazio a interpretazioni, il Generale Ispettore Alfredo Tritapepe, Responsabile della Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza (RPCT), ha dato il via all’aggiornamento cruciale delle Linee Guida sul Whistleblowing. Non si tratta solo di una formalità burocratica, ma dell’attuazione del D. Lgs. 24/2023, che recepisce la direttiva UE per la protezione di chi segnala violazioni del diritto nazionale e unionale.

Consultazione aperta con i sindacati militari


Il passaggio più caldo riguarda il coinvolgimento delle APCSM (Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari). In ossequio all’art. 4 del decreto, la Difesa ha inviato le bozze delle nuove procedure a un elenco sterminato di sigle sindacali. Queste organizzazioni hanno un termine perentorio: devono esprimere le proprie osservazioni entro e non oltre il 30 giugno. Solo dopo questo confronto, il testo passerà alla firma definitiva del Ministro della Difesa.

Dalla piattaforma GlobaLeaks al parere del Consiglio di Stato

La Difesa non parte da zero, ma evolve un sistema già rodato. Fin dal 2013-2016 il Dicastero aveva disciplinato le segnalazioni, ma è dal 2020 che la gestione è diventata “high-tech” con l’adozione della piattaforma telematica GlobaLeaks, lo stesso standard di sicurezza utilizzato dall’ANAC. Questo sistema garantisce l’anonimato e la protezione dell’identità del segnalante e delle persone coinvolte, come richiesto dalla nuova normativa che ha definitivamente abrogato il vecchio art. 54-bis del D. Lgs. 165/2001. Un dettaglio tecnico-legale fondamentale è il recepimento del parere 1485/2023 del Consiglio di Stato, che ha fornito indicazioni specifiche per l’applicazione di queste tutele al solo personale militare.

Trasparenza totale: bacheche pubbliche e formazione obbligatoria La strategia del RPCT per eradicare l’omertà punta sulla capillarità. Le nuove linee guida non resteranno chiuse nei cassetti degli Stati Maggiori, ma devono essere diffuse fino all’ultimo Comando di Corpo. La direttiva è chiara su tre punti:

  • Pubblicità obbligatoria: le procedure devono essere affisse in bacheche accessibili al pubblico, affinché non solo i militari e i civili, ma anche i soggetti esterni che interagiscono con la Difesa sappiano come segnalare un illecito.
  • Formazione PIAO: la materia del whistleblowing diventa parte integrante delle sessioni informative obbligatorie previste dal Piano Integrato di Attività e Organizzazione (P.I.A.O.) per tutto il personale dipendente.
  • Accessibilità digitale: i documenti sono costantemente aggiornati e pubblicati sul portale “Amministrazione Trasparente” del Ministero.

Questa accelerazione, basata sulla Delibera ANAC n. 478 del 26 novembre 2025, punta a trasformare la cultura istituzionale, rendendo la segnalazione un atto di fedeltà allo Stato e non una violazione del vincolo gerarchico. Il messaggio ai vertici e alla base è univoco: la protezione per chi denuncia è totale e i canali sono ormai blindati.

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