Un’Arma da ricostruire.

Sono tutti d’accordo: Teo Luzi è un uomo buono, uno che preferisce il dialogo agli schemi e alle imposizioni. La politica ha scelto, ora la valutazione passa nelle mani dei gendarmi della Benemerita. C’è tanto da fare, troppo. Luzi eredita un’Arma dilaniata internamente e attaccata da ogni dove. Chi siede in viale Romania non ha occhi che per sé mentre nelle periferie remote, dove operano i Carabinieri, c’è solitudine e poco ascolto. Le realtà regionali di comando non godono di piena autonomia come gli altri organi dello Stato e le strutture di rappresentanza sindacale non funzionano come dovrebbero.

Proprio queste ultime espressioni vivono nell’oblio di una legge che non arriva e le continue agitazioni degli ultimi anni si sono ripercosse sull’intera organizzazione, non ultimo il benservito di ieri, per i comandanti di stazione, che ha portato alla sfiducia unanime di Nistri da parte di tutto il mondo sindacale. Un no corale che ha riassunto lo stato dell’arte e le condizioni in cui ha vissuto l’Arma in questi anni. Da una parte i Carabinieri e dall’altra il dominus generale comandante. Da ieri sera, però, si è voltato pagina e già alle 16, ora di inizio CdM, la nomina del generale Teo Luzi era alla firma per poi essere lanciata, ufficialmente, da Adnkronos alle 20.23. Ma quanto è pesato questo nome negli ultimi giorni di sprint con il più anziano Maruccia? Nelle aulette parlamentari tutti parlavano e parlano bene di Luzi e anche il Ministro Guerini, all’ultimo, si è convinto nonostante il pressing del PD su Maruccia. Ad accompagnare la scelta di Luzi vi è stata la magni nominis umbra che ha proiettato su di lui qualche perplessità. Proprio da qui, da questa sorte, il generale Luzi dovrà partire tirando una linea col passato e dimostrando che non è il delfino di nessuno e che lo scenario, ora, sarà totalmente diverso.

Ma come dicevamo c’è molto da fare e soprattutto da ricostruire in termini di armonia interna e immagine. L’Arma ha perso molte occasioni in questi ultimi anni e tante vicende, anche banali, hanno offerto il fianco e il pretesto, per costruire campagne mediatiche denigratorie utili a favorire altre realtà. Segno che qualcosa non ha funzionato! Più di qualcosa! Non ha pagato la strategia manageriale adottata, il silenzio e i fiumi di direttive-bavaglio. C’è stato troppo distacco con la realtà e Luzi, ora, dovrà dar voce alla sua più nobile virtù: il buon senso. Di calcoli e comandi i Carabinieri ne hanno avuti abbastanza, ora vogliono vedere un uomo semplice e buono al vertice, un uomo pronto ad ascoltare e a risolvere le divisioni intestine per ritrovare un equilibrio capace di far riflettere la Benemerita di luce propria… Esattamente come era un tempo. In questi decenni tutti hanno capito che l’Arma non è solo i 2 secoli di storia ma deve esprimere soprattutto un’articolazione dello Stato capace di trasformarsi con la stessa velocità con cui si trasforma la società. I 200 anni devono rappresentare un cammeo e non un fardello e bisogna correre, correre altrimenti si resta indietro e si perdono occasioni importanti e forse, anche per questo, Teo Luzi rappresenta, sia in termini anagrafici che umani, il profilo idoneo a risollevare l’Arma. Ora è tutto fermo, spento e intriso di fatti tristi… E il covid c’entra poco.

Da parte di Infodifesa auguri per questa nuova sfida generale Luzi e auguri di un Santo Natale a tutte le donne e agli uomini in servizio e in congedo dell’Arma dei Carabinieri.

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