UN DOSSIER SULLE SPESE FOLLI DI DE GIORGI. LA MARINA MILITARE: “RACCONTA FATTI TOTALMENTE INESISTENTI”

​Nel giorno in cui il Tribunale del Riesame di Potenza esamina gli atti dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata spunta un dossier anonimo che accusa l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, implicato nelle indagini e ora accusato di “comportamenti disinvolti” e “spese” milionarie nel suo ruolo di Capo di Stato Maggiore della Marina.

Il dossier anonimo. Un “plico” sarebbe stato recapitato a Palazzo Chigi, al Ministero della Difesa e a magistrati. E’ quanto riporta Rai News.

All’interno un dossier dettagliato sull’attività di De Giorgi negli anni in cui ha gestito la Marina Militare. Tra i molti episodi citati dall’anonimo anche la decisione di modificare in corsa il progetto di una fregata commissionata al cantiere di Muggiano di Fincantieri per adeguare lo standard delle cabine e del quadrato destinati agli ufficiali e all’ammiraglio. Una modifica che avrebbe comportato un aggravio di costi di 30 milioni di euro. Nei giorni scorsi il Capo di Stato maggiore della Marina (intercettato per diversi mesi dalla Squadra mobile e piu’ volte tirato in ballo dai presunti componenti del “quartierino”) aveva chiesto di essere ascoltato dai magistrati potentini: venerdi’ rispondera’ a diverse domande, tra cui quelle legate alle “mosse” per la legge navale e per decisioni riguardanti l’Autorita’ portuale di Augusta.

Il “pool” potentino titolare dell’inchiesta ha continuato a valutare gli atti, anche in relazione alla competenza territoriale. Non è da escludere la possibilita’ che tutte le “carte” sul “quartierino” vengano trasmesse, appunto per competenza territoriale, ad un’altra Procura. Nei primi giorni dell’inchiesta sembrava che dovessero finire a Siracusa, competente su Augusta, mentre nelle ultime ore e’ diventata sempre piu’ credibile l’ipotesi dell’invio degli atti a Roma, dove si sarebbe concretizzata l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di influenze illecite.

Marina: fatti dossier anonimo inesistenti. “I fatti contenuti nel dossier anonimo comparso sugli organi di stampa, forse dettati dall’autore per tutelarsi dal reato di calunnia, sono totalmente inesistenti”. E’ quanto si legge in una nota della Marina militare a proposito del dossier  in cui si accusa il capo di Stato maggiore, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, di “spese folli e festini” a bordo di una nave da lui comandata, dell’uso privato di un aereo della Forza armata, di trasferimenti e rimozioni di ufficiali che si sarebbero opposti alle sue richieste e di altre condotte illegittime.

Il comunicato passa in rassegna tutti gli episodi principali. Per esempio “non è mai stato noleggiato alcun cavallo, che invece si limitò a partecipare (in quanto allora comandante di Nave Vittorio Veneto) ad un evento organizzato dalla polizia a cavallo di New York in occasione del ‘Vittorio Veneto Week’”. La Marina militare, poi, “non dispone del velivolo Falcon 20. Si esclude inoltre alcuna irregolarità sull’impiego degli aeromobili militari come facilmente desumibile dalla documentazione relativa alle missioni”. E ancora, le promozioni che secondo la documentazione anonima sarebbero state “pilotate” a piacere dell’ammiraglio: “Per le promozioni, effettuate da apposite commissioni di avanzamento, sono stabilite precise procedure che garantiscono al personale la valutazione più equa possibile. È stato sempre applicato il criterio della meritocrazia. Peraltro ogni valutato ha piena facoltà di ricorso in caso di insoddisfazione”.

Capitolo lavori sulle fregate alla Fincantieri. Per quanto riguarda le modifiche alle navi Fremm, “non hanno richiesto fondi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal programma. Le modifiche erano necessarie per migliorare la polivalenza dei locali bordo, al fine del loro utilizzo quali infermerie, aule briefing e aggiuntivi spazi di comando e controllo. Nello stesso tempo le migliorie apportate miravano a tenere conto delle esigenze di abitabilità e di socialità dell’equipaggio”. La Marina sottolinea tra l’altro che “tali modifiche, applicate a tutte le unità della classe Fremm, si sono dimostrate alla prova dei fatti estremamente efficaci nelle più importanti operazioni in cui sono state impiegate come Mare NostrumMare Sicuro e Atalanta“. “Per quanto riguarda la lettera relativa ai battelli sottili, si trattava di avviare un processo di studio/sperimentazione sull’applicazione delle nanotecnologie per le Unità Navali. A seguito della immaturità della tecnologia, rilevata dai laboratori della Marina Militare, nessuna convenzione né appalto è stato sottoscritto con la società As Aeronautical“, come invece sostenuto dal dossier.

Sono poi “del tutto infondate e non meritevoli di commento anche le altre fantasiose illazioni”. Il dossier anonimo, “che riferisce fatti in maniera strumentale, dimostra una volontà di screditare l’immagine della persona del capo di stato maggiore della Marina. Al riguardo il professor Nocita, legale dell’ammiraglio, presenterà un esposto con l’auspicio che venga individuato dall’autorità giudiziaria il propalatore delle notizie”.