Ucraina: Stoltenberg, rischio golpe, presenti agenti intelligence russi. Nato aumento forze sul fianco orientali

C’è il rischio di invasione vera e propria” dell’Ucraina da parte della Russia, “ma anche di altri tipi di azioni aggressive, incluso il tentativo di destituire il governo di Kiev, cyberattacchi ibridi e molti altri tipi di aggressioni”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa congiunta con il presidente romeno, Klaus Iohannis. “Non abbiamo certezza ma sappiamo che il rafforzamento militare continua, abbiamo visto la retorica minacciosa della Russia, sappiamo che ci sono molti agenti dell’intelligence russa operativi in Ucraina”, ha aggiunto.

Tutto mentre il presidente americano in persona, Joe Biden, nel corso di un’intervista alla Nbc ha dichiarato che “i cittadini americani devono lasciare ora il Paese: “Non è come avere a che fare con un’organizzazione terroristica, abbiamo a che fare con uno dei più grandi eserciti del mondo, è una situazione molto differente e le cose potrebbero impazzire velocemente“, ha dichiarato ai microfoni dell’emittente.

La Nato ha messo in cantiere un aumento delle forze militari sul fianco orientale, vicino all’UCRAINA – in Paesi come la Romania, la Slovacchia e la Bulgaria – dopo che i Paesi alleati nei giorni scorsi hanno sottoscritto una proposta in questo senso al termine di settimane di discussioni, rendono noto fonti informate citate dall’agenzia di stampa Dpa.

La decisione, che dovrà essere confermata e annunciata alla riunione dei ministri della Difesa a Bruxelles la prossima settimana, potrebbe essere attuata nel giro di settimane. Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la Nato ha dispiegato ‘Battle group’ di forze multinazionali nei tre Paesi Baltici e in Polonia. La Francia ha già avanzato la sua disponibilità a guidare un Gruppo di battaglia in Romania.

E “molti altri Paesi alleati sono disponibili a contribuire”, ha dichiarato oggi il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. L’Ungheria invece, che si trova nel fianco orientale, ha precisato di non ritenere necessario il dispiegamento di forze alleate sul suo territorio.

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