TUTTI CONTRO TRENTA: L’EX GENERALE “SPOT DA FESTA DELLA MAMMA”, IL GOVERNO “SOLDATI POCO PACIFISTI”

Palazzo Chigi boccia lo spot tv per la giornata delle forze armate. Il video non usa i soliti toni istituzionali, quelli «propri delle campagne di comunicazione delle amministrazioni dello Stato» ha sentenziato il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, a cui spetta il compito di valutare i messaggi di utilità sociale che il servizio pubblico può trasmettere a titolo gratuito. 

Eppure lo spot per il 4 novembre, che celebra la vittoria italiana nella prima guerra mondiale (quest’anno ricorre il centenario), era piaciuto molto agli stessi militari. Un campione delle forze armate, infatti, ha avuto l’opportunità di vederlo in anteprima ed è rimasto entusiasta. Ma niente da fare. Almeno per ora l’ambizione del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, di valorizzare i nostri militari e la loro attività si è scontrata contro il parere del Dipartimento di Palazzo Chigi, guidato dal parlamentare del M5S Vito Crimi.

Lo spot mostra momenti dell’addestramento reale dei soldati impegnati su molti fronti e le loro esercitazioni. Ha l’obiettivo, secondo le parole del ministero espresse in una nota inviata alla presidenza del Consiglio, «di stimolare nell’opinione pubblica riflessioni sull’importanza delle attività svolte dalla Difesa italiana a favore della collettività».

Dal canto suo il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha sottolineato: “lo spot non mette in risalto la molteplicità delle attività svolte dalle forze armate e gli altri valori che caratterizzano i militari come la solidarietà e l’integrazione con la comunità.” Eppure il video mostra agli italiani semplicemente quello che i nostri militari fanno tutti i giorni. Un’argomentazione che non ha convinto il dipartimento che ha richiamato la necessità di prestare particolare attenzione alla sensibilità dei telespettatori ed alla tutela dei minori. Ma alla fine la Trenta l’ha spuntata sull’ala dai cannoni fioriti del Movimento Cinque Stelle. Lo Spot sarà trasmesso:  “Dopo un primo stop della Presidenza del Consiglio, piuttosto inconsueto, abbiamo rivisto un paio di scene mantenendo l’identità del filmato, fortemente voluto dal ministro Trenta. Lo lanceremo la prossima settimana e sarà un bel momento di orgoglio per le nostre forze armate, che meritano il plauso del Paese”.”

Ma le polemiche non sono solo interne al Movimento, il Ministro Trenta deve difendersi anche dagli “attacchi” dei generali, in congedo.
Che il Generale della Folgore Marco Bertolini non apprezzi l’attuale Ministro della Difesa è risaputo, infatti a ridosso della formazione del nuovo governo a giugno commentava sfogandosi sui social in merito alla nomina di Elisabetta Trenta “Hanno la faccia come il c**lo. Completeranno la distruzione delle Forze Armate con queste incompetenti allo sbaraglio. D’altronde ormai è un dato acquisito: se non sei donna non puoi fare il ministro della Difesa”.  E relativamente al fatto che la Trenta sia ufficiale della riserva selezionata dell’Esercito aveva chiarito: «Ci siamo fatti del male da soli: abbiamo concesso gli stessi gradi che diamo a ufficiali che devono superare una durissima selezione a dilettanti che, in attesa di un impiego più consono alle loro capacità, vengono trasformati in militari».

Oggi L’ex comandante delle forze speciali contesta il manifesto per i cento anni della vittoria perchè “Umilia i nostri caduti”. Ci sono soldati che aiutano gli anziani, accarezzano i bambini, soccorrono i dispersi e lo slogan: “le nostre forze, armate di orgoglio e umanità”. “Non è così che si onorano i nostri caduti. – ha scritto Bertolini sul sito degli ex paracadutisti – Che dopo le strisciate di sangue italiano lasciate in Somalia, Iraq, Afghanistan, Balcani, Libano in questi ultimi decenni, si arrivasse a immagini da “Festa della Mamma” di infimo ordine come queste per commemorare il primo centenario dell’unità nazionale e per ricordare i sacrifici dei nostri Soldati dell’inizio del secolo scorso è veramente scoraggiante”. L’immagine si commenta da sola e non ha bisogno di parole inutili. Se ne può semplicemente dedurre che è ovvio che non ci si faccia scrupoli a disarmarle, sottofinanziarle e trattarle con toni irriverenti come è avvenuto in più di un’occasione ultimamente. Come se fossero un inutile e costoso orpello da snaturare e anemizzare, in attesa che muoiano da sole”. La replica, diffusa alle agenzie da fonti del ministero, oltre a ribadire che “la locandina esprime tutta la solidarietà e l’umanità dei nostri uomini e delle nostre donne nelle forze armate”, anticipa però che “lo spot promozionale di quest’anno esalterà il ruolo del soldato in tutta la sua professionalità. Sarà uno spot che, per i 100 anni, renderà onore all’impresa eroica dei nostri nonni e, siamo certi, piacerà persino a Bertolini”.

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