TRENTA: “I NOSTRI MILITARI NON ANDRANNO IN LIBIA.” DOMANI INCONTRO CON I MARÒ

Un’iniziativa di peacekeeping da parte dei militari italiani al momento “è assolutamente esclusa, escludo qualsiasi azione che possa creare ancora maggiore instabilità in Libia”. Lo ha affermato a Sky tg24 il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in merito alla situazione libica, dopo gli scontri degli ultimi giorni (UN PAESE SPACCATO IN DUE). Secondo Trenta “abbiamo bisogno di creare stabilità, che può venire solo da un processo intra-libico e dalle varie parti libiche che si confrontano e trovano una soluzione. Per questo la conferenza che svolgeremo qui in Italia a novembre sarà assolutamente importante”. “In questo momento – ha spiegato il ministro – c’è una tregua in Libia. Vediamo cosa succede, perché oggi la tregua finisce. Stiamo seguendo con attenzione perché dalla Libia può venire la minaccia principale per il nostro Paese: una minaccia legata alla questione migratoria, la possibilità che possano arrivare sulle nostre sponde, attraverso i barconi, dei foreign fighters. Questo è il pericolo principale”, ha aggiunto.

“Cercheremo di convincere gli altri Paesi europei”

Quanto alla possibilità di individuare una visione comune dell’Europa sulla questione libica, “sono molto speranzosa che si riuscirà a trovare una via, se non sarà una cosa immediata cercheremo dei modi per convincere gli europei”, ha ribadito.  Rispondendo a una domanda sulla possibilità che si tengano presto elezioni nel Paese Nordafricano, il ministro ha sottolineato come “le elezioni devono essere fatte nel momento in cui la Libia è pronta a farle, quindi non abbiamo fissato date e non crediamo che farlo sia una cosa utile per la stabilità”.

Il ministro incontrerà lunedì i due marò

La titolare della Difesa ha poi riferito che lunedì 10 settembre incontrerà i due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori in India, per i quali il Tribunale Internazionale sta per decidere di quale nazione sia la competenza sul caso. “Li vedremo separatamente così come è richiesto, è molto importante perché vogliamo far sentire la vicinanza del governo – ha dichiarato Trenta a Sky tg24 – Il mio auspicio è che a L’Aia venga deciso che possano essere giudicati da un tribunale italiano, come è giusto che sia”.