Strage di Bologna, finalmente la Procura riconosce l’innocenza del Generale Mori

La corte di Assise di Bologna, dopo aver esaminato la testimonianza resa dall’ex generale Mario Mori nel corso dell’udienza del 3 ottobre 2018, lo aveva denunciato per “falsa testimonianza e reticenza” per aver affermato “di non essersi mai occupato della destra eversiva in quanto lui è sempre stato occupato in “altro”, in aperto contrasto “con una nutritissima serie di evidenze processuali e investigative di segno contrario, provenienti anche da dichiarazioni da lui stesso rilasciate”, arrivando secondo la Corte, perfino, a bluffare “invitando i presenti ad andare a leggersi le sentenze-ordinanze del G.I. di Milano dott. Salvini del 1995 e del 1998, che dicono cose ben diverse da quanto da lui sostenuto”.

Ebbene, i pm hanno sottolineato che il fatto non sussiste. Perché? Non c’è stata nessuna falsità o reticenza. “Lo stesso Presidente della Corte – si osserva nella richiesta di archiviazione -, non solo durante tutta la deposizione non ha fatto alcun richiamo al teste su eventuali falsità o reticenze riscontrate, ma si è limitato a fare al teste, all’esito dell’esame, soltanto due semplici domande”.

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