Servizi segreti lottizzati dal governo? “Imposte dimissioni a 4 vicedirettori”

Anche i servizi segreti entrano nel dibattito politico sul governo Lega M5s. Il senatore del Pd Luigi Zanda ha presentato una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio in merito ad una presunta richiesta di dimissioni dei quattro vicedirettori dei dipartimenti dei servizi segreti italiani.

“I fatti riportati, se confermati, appaiono di una gravità assoluta, prevedendo l’applicazione di un sistema di rigido spoil system e di una vera e propria lottizzazione politica applicata al sistema di intelligence, cui è affidata la sicurezza del nostro Paese” si legge nella interrogazione, dove viene sottolineato che “un simile comportamento rischierebbe peraltro non solo di mettere in discussione l’efficienza operativa dei nostri sistemi di intelligence in un momento delicatissimo, ma anche di distruggere la loro credibilità nel prezioso reticolo informativo internazionale, che trova i suoi fondamenti nella professionalità, nell’indipendenza e nell’assenza di interessi politici nei vertici dei servizi segreti dei paesi cui noi siamo collegati”.

Zanda dunque chiede al Presidente del Consiglio di sapere “se i fatti riportati in premessa corrispondano al vero e, in caso affermativo, se intenda revocare la richiesta di dimissioni, nonché quali iniziative urgenti intenda adottare per assicurare nel più breve tempo possibile che le nomine dei direttori e dei vice direttori del nostro sistema di sicurezza rispondano sempre a criteri di efficienza operativa e non siano mai assoggettate alle logiche della lottizzazione politica”.

SERVIZI: PINOTTI (PD), ‘SPOIL SYSTEM PRECEDENTE GRAVE’

“Ho deciso di sottoscrivere l’interrogazione del senatore Luigi Zanda sulla paventata lottizzazione dei servizi segreti da parte delle forze politiche che sostengono il governo Conte. I servizi di Intelligence e sicurezza sono un bene dello Stato a salvaguardia della collettività e non si può pensare di nominarne i vertici sulla base di logiche di spoil system”.

Lo dice la senatrice del Pd Roberta Pinotti, già ministro della Difesa. “Non ricordo che sia mai avvenuto il cambiamento di quadri dirigenti dei servizi nella pienezza del loro mandato non a seguito di eventuali errori o gravi mancanze, ma semplicemente per riorientare politicamente le cariche”.

“Se le notizie di stampa fossero confermate, ci troveremmo di fronte ad un episodio che umilierebbe la struttura della nostra Intelligence e le persone coinvolte e che creerebbe un precedente gravissimo, stabilendo una prassi estremamente pericolosa e inaccettabile in un paese democratico”, conclude Pinotti.

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