SCONTRI A MILANO TRA FORZE DI POLIZIA E CENTRI SOCIALI

La tensione è altissima in piazza della Scala dove va in scena la prima del Teatro milanese.

E poco importa se il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scritto al sovrintendente Alexander Pereira per informarlo che non avrebbe partecipato all’evento. I centri sociali avevano promesso battaglia. E così è stato. Poco prima dell’inizio dello spettacolo un gruppo ha cercato di sfondare i cordoni di polizia in via Santa Margherita, uno degli accessi alla piazza. Dopo alcuni minuti di tensione gli antagonisti sono stati respinti con una carica dalla polizia. Un manifestante sarebbe rimasto ferito. 
A presidiare la zona, dopo i tafferugli delle scorse settimane, ci sono almeno 300 uomini delle forze dell’ordine. Negli ultimi tempi sono stati sgomberati centri sociali come lo Zam, il Lambretta, il Corvaccio e Rosa Nera che oggi sono scesi in piazza insieme agli sfrattati e agli abusivi delle case popolari. 
MENO VIP IN SALA  
I vip sono meno di altri anni ma comunque non pochi: da Eva Riccobono a Giorgio Armani passando per Mara Venier e Valeria Marini, il presidente del Senato Pietro Grasso e la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde. Senza contare banchieri e industriali. 
Presenti anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Lombardia Roberto Maroni, ma non il presidente della Provincia Guido Podestà. E soprattutto 65 professori d’orchestra, 94 coristi, 32 comparse per una produzione monumentale del Fidelio firmata da Deborah Warner che ha richiesto 2.500 kg di stucco, oltre 500 metri fra tela, garza e velluto nero, 30 sacchi di sabbia, 135 fogli di polistirolo, 67.000 chiodi coil, 29.000 viti, 150.000 graffe e 1.600 bulloni, più di 350 tavole di compensato e abete, 510 metri di corda, 90 metri di tubi di ferro,36 metri di tubi di plastica, e addirittura due chilometri e mezzo di scatolato di ferro e alluminio. 
L’OPERA SI VEDRA’ IN TUTTO IL MONDO  
L’opera si vedrà in tutto il mondo: oltre ai maxischermi in città (anche al carcere di Bollate e San Vittore), il programma sarà trasmesso in diretta su Rai 5 e Rai Hd in Italia, e da Arte’ e Zdf nel resto d’Europa. Senza contare i 10 milioni di persone che potranno vedere lo spettacolo – da cui sarà ricavato un dvd – in differita sulla giapponese NHK, su Mezzo e le televisioni di Slovenia, Croazia, Ungheria. Al cinema si potrà ammirare in 150 sale italiane e in 80 distribuite in 11 Paesi (fra cui Australia, Stati Uniti, Corea, Germania e Spagna). 
Un addio in mondovisione per Daniel Barenboim che a fine mese lascerà la direzione musicale della Scala. Dicembre è un mese intenso per il teatro che dovrà approvare il nuovo statuto, rinnovare il cda (dove almeno tre membri sembra non saranno riconfermati) e soprattutto affrontare i problemi economici. Nell’anno di Expo servono tre milioni in più, ma non si sa chi sostituirà la Provincia destinata a scomparire il primo gennaio e altri soci, come la Fondazione Cariplo, minacciano di tagliare i finanziamenti se non saranno tolte le nuove norme fiscali dalla legge di stabilità. 
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