Scomparsa all’Elba la figlia del “super poliziotto” Pippo Micalizio. Il cane trovato morto

La scomparsa è stata segnalata ieri sera in una zona boschiva, la donna era in vacanza presso la villa di famiglia nell’isola dove da sempre trascorreva le estati. Coordinano le ricerche Vigili del Fuoco e dai Carabinieri Forestali, con la partecipazione della Capitaneria di Porto. Attivato anche il Piano Provinciale di Ricerca Scomparse.

Gli indizi

La donna risulta residente a Milano. Il soccorso, per ora, viene classificato come un ‘allontanamento volontariò poiché non ci sono elementi per dubitare del contrario. Riguardo al cane, secondo prime ipotesi sarebbe morto per annegamento, forse è finito in acqua dalle rocce nello stesso punto dove alla sua padrona è caduto il cellulare sulla spiaggia. Il telefono è stato trovato a breve distanza dalla carcassa del cane, che probabilmente potrebbe essere sottoposta ad accertamenti veterinari e scientifici.

Le ricerche

Il dispositivo di soccorso prevede squadre di terra composte da personale dei Vigili del fuoco e dal personale del volontariato attivato con la procedura prefettizia, unità cinofile, personale Sapr con i droni per il monitoraggio della scogliera e della macchia mediterranea, il reparto volo di Cecina con l’elicottero Drago 55 con a bordo personale soccorritore e unità sommozzatori che hanno effettuato delle immersioni per il controllo dello specchio di mare dove sono stati rinvenuti oggetti personali e il cane ritrovato in acqua morto. Sul posto stanno lavorando, secondo le proprie competenze, anche i Carabinieri, la Guardia Costiera, la Capitaneria di Porto, La Guardia di Finanza e la Polizia Locale. Al momento tutte le ricerche hanno dato esito negativo.

Pippo Micalizio, chi era il “superpoliziotto” anti-mafia

Pippo Micalizio, morto nel 2005, si guadagnò nel tempo l’appellativo giornalistico di «superpoliziotto» per via delle prime grandi maxi operazioni contro la mafia e la ‘ndrangheta al Nord, da lui dirette a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. Promosso a Roma, venne nominato vice direttore della Direzione investigativa antimafia (Dia) e diventò numero uno dei Servizi centrali antidroga.

Nel 2001, uomo di fiducia del Viminale, venne inviato a Genova come ispettore per gestire le indagini post G8 sull’irruzione di poliziotti e carabinieri nella scuola Diaz e i fatti controversi nella caserma di Bolzaneto. L’11 luglio del 2003, su proposta dell’allora ministro dell’Interno Beppe Pisanu, venne nominato prefetto collocato fuori ruolo presso la presidenza del Consiglio. Di rilievo l’onorificenza di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica, conferitagli nell’ottobre del 1994 su iniziativa dell’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro.

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