Rivalutazione dell’indennità per lavoro straordinario. Quali strade perseguire? Il tavolo per il rinnovo contrattuale è la sede naturale.

Sono diversi anni che le organizzazioni sindacali delle Forze di polizia ad ordinamento civile e le Rappresentanze delle Forze di polizia ad ordinamento militare perseguono l’obiettivo di ottenere una rivalutazione dell’indennità per lavoro straordinario che, come noto, è attualmente di misura inferiore a quella della retribuzione ordinaria.

Sino al 31 dicembre 2001 l’importo dell’indennità per lavoro straordinario derivava dalla maggiorazione della misura oraria di lavoro ordinario (+15% diurno; +30% festivo o notturno; +50% notturno festivo), calcolata convenzionalmente dividendo per 156 lo stipendio base iniziale di livello mensile, l’indennità integrativa speciale ed il rateo di tredicesima mensilità relativo ai questi due elementi (art. 5 D.P.R. 150/1987). La citata maggiorazione non veniva quindi calcolata su una base che comprendesse anche l’indennità mensile pensionabile.

Tale metodo di calcolo determinava, conseguentemente, una misura oraria del lavoro straordinario inferiore a quella della retribuzione ordinaria comprensiva dell’indennità mensile pensionabile che, per giurisprudenza recente, non è più considerata indennità accessoria ma vera e propria voce stipendiale.

Dal 1° gennaio 2002 l’importo dell’indennità per lavoro straordinario viene invece stabilito in sede contrattuale con i decreti del Presidente della Repubblica di recepimento degli accordi sindacali per le Forze di polizia ad ordinamento civile e degli schemi di concertazione per le Forze di polizia ad ordinamento militare, essendo stato soppresso con quella decorrenza l’articolo 5 del D.P.R. 150/1987 che ne determinava la misura (articoli 4 e 43 del D.P.R. 164/2002).

Se quindi la ridotta misura oraria dell’indennità del lavoro straordinario era sino al 31 dicembre 2001 conseguenza, sostanzialmente, del mancato computo nella base stipendiale dell’indennità mensile pensionabile, dal 1° gennaio 2002 tale censurabile ridotta misura è la risultante, essenzialmente, di stanziamenti di risorse finanziarie per i rinnovi contrattuali assolutamente insufficienti a consentire, oltre agli aumenti parametrali o di alcune indennità, anche una rideterminazione delle misure orarie del compenso per lavoro straordinario.

Basti pensare, a titolo esemplificativo, che l’integrazione di pochi centesimi di euro delle misure orarie del compenso per il lavoro straordinario di sole 40.316 unità di personale di tutte le Forze di polizia comportò un onere di oltre un milione di euro nel 2017, in occasione della revisione dei ruoli (articolo 45 del D.Lgs. 95/2017).

Quali strade seguire quindi per ottenere una congrua rivalutazione dell’indennità per lavoro straordinario?

Al momento riteniamo che l’unica strada reale e concreta perseguibile sia quella di richiedere con forza e decisione nel tavolo contrattuale una rideterminazione delle misure orarie lorde del compenso per lavoro straordinario, nella consapevolezza che per addivenire a misure congrue le risorse finanziarie necessarie sarebbero talmente ingenti da dover indurre a qualche riflessione sul carico eccessivo di lavoro imposto alle amministrazioni del comparto ed ai loro dipendenti, che comporta l’effettuazione di un numero di ore di lavoro straordinario elevatissimo, con un impatto notevole sia sul benessere organizzativo che del personale.

Alessandro Margiotta

SINAFI

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