Editoriale

RIORDINO. QUANTA CONFUSIONE: “MESI A DISCUTERE SU CHI DIVENTA BRIGADIERE O ISPETTORE”

(di Vincenzo Vacca) – Sta diventando un vero e proprio tormentone questo fantomatico progetto di riordino delle carriere relativo alle Forze di polizia. Il tutto è nato dall’iniziativa del Governo finalizzata al riordino delle varie Polizie italiane. L’intenzione di partenza in sé è condivisibile. E’ chiaro che è giunto il tempo di definire meglio le varie competenze delle istituzioni di polizia anche al fine di garantire meglio e di più la sicurezza nazionale e urbana, ma nella sua accezione più ampia possibile.

Successivamente, è stato ripreso un vecchio progetto di riordino delle carriere interne alle Forze dell’ordine. Questa iniziativa, indipendentemente da una copertura finanziaria che non c’è, è stata intempestiva a parere di chi scrive perché occorreva prima stabilire le competenze delle Polizie e, sulla base della decisione finale ovvero sulla scorta delle varie competenze istituzionali, decidere le nuove modalità di progressione nelle carriere. Decidere, invece, di anticipare questo momento ha contribuito solo ad  aumentare la confusione, a stimolare rigurgiti micro corporativi, e a distrarre l’attenzione degli operatori di sicurezza, anche nella loro veste di cittadini, necessaria in ordine a quello che il governo ha intenzione di fare circa il riassetto delle Forze di polizia. In fondo è stato a tutti gli effetti fuorviante, in quanto da mesi stiamo discutendo praticamente chi diventa brigadiere o ispettore e abbiamo completamente perso di vista la questione vera: chi fa cosa ai fini istituzionali.

Voglio essere quanto più chiaro possibile. Una questione di riordino delle carriere c’è, ma si può affrontarla seriamente e senza generare malcontenti solo dopo aver stabilito,  per quanto riguarda i Corpi di polizia di appartenenza,  a quali e precisi compiti Istituzionali saranno definitivamente deputati.

Intanto, mentre discutiamo da un bel po’ di tempo di carriere, lo sciagurato progetto governativo di accorpare il Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri va inesorabilmente avanti e, nella percezione complessiva dell’opinione pubblica, l’importanza di avere Forze di polizia a ordinamento civile, è ridotta al lumicino. Il processo di rimilitarizzazione della sicurezza pubblica non poteva avere alleato migliore in questi ultimi mesi, perché  gli operatori di sicurezza sensibili a questa tematica sono stati tenuti impegnati, fino allo sfinimento, a discutere di riordino delle carriere. Da questo punto di vista è stato oggettivamente fuorviante.

E’ come se negli ospedali si discutesse solo chi deve fare il primario o il medico di guardia, senza pensare minimamente a come garantire meglio la guarigione delle persone ricoverate in ospedale.

Quindi, l’ultima presa di posizione del Cocer della Guardia di finanza, sostenuta da diverse sigle sindacali delle FF.PP. a ordinamento civile, a mio avviso, ha fatto chiarezza sulla questione del riordino. Credo che sia una posizione molto precisa e condivisibile, anche a fronte della folle proposta di utilizzare, sottraendoli a tutta la platea che già li percepisce, gli 80 euro mensili per finanziare il progetto del riordino, le cui linee ordinamentali non sono affatto chiare.

Credo che qualcuno si sia lasciato troppo facilmente attrarre dall’acquisire un nuovo grado, la cui denominazione poteva soddisfare forse il proprio ego, ma non costituiva certamente una vera valorizzazione del proprio lavoro, soprattutto in rapporto con la cittadinanza verso la quale le Forze di polizia hanno un delicato compito di garantire la sicurezza e la legalità. Prerequisiti fondamentali per il benessere di una società democratica.

Pertanto, è più che maturo il momento di riprendere la discussione e sollecitare il Governo in merito a un nuovo e più efficiente assetto del Comparto sicurezza, privilegiando l’indicazione di avviare un processo legislativo finalizzato a rendere meno gerarchizzate le Forze di Polizia per renderle sempre più vicine ai cittadini non in divisa e, per quanto riguarda le insoddisfazioni retributive degli operatori di sicurezza, esse vanno superate con un rinnovo del contratto da troppi anni fermo.

Associazione Finanzieri Cittadini e Soldarietà

FICIESSE

 

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