RINNOVO CONTRATTUALE PER LE FORZE DI POLIZIA: 105 EURO MEDI DI AUMENTO PER IL PERSONALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

L’iter per il rinnovo contrattuale per le FF.PP – come anticipato nei giorni scorsi – è iniziato con l’incontro del 22 dicembre u.s., durante il quale il Sottosegretario alla Funzione Pubblica (On. Rughetti) ha confermato che le risorse a disposizione consentono di raggiungere un incremento “medio” pari a circa 105 € per la Guardia di Finanza, importo leggermente superiore alle altre FF.PP! E’ quanto si legge in una nota del delegato Co.Ce.R. Guardia di Finanza, Giovanni Cutrupi.

In questi giorni si rincorrono molteplici voci sul contratto del pubblico impiego, in particolare, secondo autorevoli “testate economiche” viene manifestata la volontà dell’esecutivo  è quella di “recuperare, almeno in parte, il tempo perduto negli otto anni di “blocco”, rimandando, tuttavia, al prossimo futuro le sfide più complicate…”.

Nel “piatto” l’esecutivo mette un aumento del 4,5%, variabile a seconda delle categorie, superiore all’inflazione del periodo contrattuale (2016 – 2018), nel cui arco temporale l’indice cumulato” dei prezzi al consumo (Ipca, al netto dei beni energetici importati) posto come basse di riferimento per  gli stipendiali pubblici” si ferma al 2,5%. Con questi numeri appare evidente la volontà di “sanare anche un pezzo del passato” ovvero ben oltre alla sentenza 178/2015 della Consulta, che ha imposto lo scongelamento dei contratti. Calcolatrice alla mano, con i soldi della manovra (85 euro medi di aumento per tutti i dipendenti del Pubblico impiego ) il recupero sembrerebbe retroagire fino al 2013.

Sul punto occorre anche spendere qualche parola sugli arretrati. L’“una tantum” che verrà erogata nella prima busta paga utile (dopo i pareri del Ministero dell’Economia e della Corte dei Conti e la successiva “firma”) recupera gli effetti del rinnovo unicamente sul biennio 2016-2017. Verosimilmente a marzo 2018, l’una tantum per un stipendio medio dovrebbe attestarsi sui 570 € lordi.

Tecnicamente: gli aumenti valgono 300 milioni € per il 2016, 900 milioni € per il 2017 prima di raggiungere il livello a regime (2018) di 2,85 miliardi €. La stessa dinamica la si incontra nei tabellari di ogni categoria, rispetto ai livelli di partenza crescono dello 0,46% nel 2016, dell’1,4% nel 2017 fino al +4,5% del 2018. Riassumendo: l’una tantum di ognuno sarà composta dalla somma degli aumenti delle “13 mensilità” del biennio 2016-2017 e, con ogni probabilità dalle prime due del 2018, nel caso di avvio effettivo dei nuovi contratti da marzo 2018, per poi incorporare, nel tabellare di aprile 2018 in avanti, anche l’indennità di vacanza contrattuale.

Per completezza d’informazione, occorre spendere qualche parola sul “bonus” per le fasce più basse di reddito (che oscilla da 21,10 a 25,80 € lordi al mese a seconda della posizione economica), previsto unicamente per dieci mensilità: da marzo (aumenti contrattuali a regime) a dicembre 2018 (scadenza triennio economico). In altre parole, “la premialità evita che gli aumenti contrattuali facciano perdere agli interessati una parte del “bonus Renzi”, rivisitato dalla corrente manovra. Dal 2018 gli 80 euro cominceranno ad alleggerirsi a partire dalla soglia di 24.600 € di reddito lordo (e non più da 24.000 €) per sparire a 26.600 € lordi (e non più 26.000 €). L’incidenza “reale”, tuttavia, dipende da un incrocio di variabili, in quanto il “bonus Renzi” si calcola sul reddito complessivo del lavoratore (e non solo su quello da lavoro!).

E’ opportuno precisare che è stato istituito a solo beneficio delle FF.PP. il “Fondo per la specificità” – finanziato con 50 milioni € nel 2018, 100 milioni € nel 2019 e 150 milioni € dal 2020 – che ha come scopo quello di potenziare le risorse per il trattamento economico accessorio.

Da ultimo, ritengo doveroso informarvi che il Co.Ce.R. Guardia di Finanza ha stigmatizzato, e non poco, l’esiguo appostamento delle risorse, peraltro “dopo ben 8/9 anni di blocco”! Non solo, oltre ad aver chiesto maggiori fondi abbiamo posto l’attenzione su un’importante e strategica questione come la previdenza complementare, spinosa questione che necessita di una soluzione definitiva e urgente!

Il prossimo incontro presso la Funzione Pubblica – conclude Cutrupi – è calendarizzato per il 9 gennaio 2018, in attesa dei prossimi sviluppi, colgo l’occasione per formulare a voi ed alle vs famiglie sinceri auguri per l’anno che verrà, che mi auguro sia foriero di tanta pace e serenità e, perché no, anche di ulteriori battaglie “economiche”!

Buon 2018

 

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