RINNOVO CONTRATTO: “OPPOSIZIONE INCALZA IL GOVERNO, AUMENTI DA SPOT ELETTORALE”

““Dopo tre anni, e in piena campagna elettorale, il governo si è degnato di incontrare i rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle Forze Armate per discutere del rinnovo del contratto (la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la proroga fatta dal centrosinistra del blocco dei contratti è infatti del 2015!).

Avevamo fatto approvare una mozione che impegnava il governo ad aprire subito il confronto per il rinnovo di un contratto fermo a dieci anni fa. Invece, ci si arriva adesso, come uno spot da campagna elettorale. Ora il governo concede esigui aumenti con le scarse risorse a disposizione, vuole  rinviare necessarie modifiche normative e non risolve nemmeno per le Forze Armate la questione della mancata previsione di decreti correttivi per il riordino delle carriere. Abbiamo cercato in questi anni in Parlamento, con proposte concrete, di difendere i diritti delle  Forze dell’ordine e delle Forze Armate, di stanziare risorse dignitose ed adeguate per stipendi, assunzioni, mezzi, dotazioni  ed anche di far approvare, dopo 40 anni, una nuova legge sulla rappresentanza militare che prevedesse quantomeno un reale potere contrattuale e di firma. Il Pd ed il governo hanno ostacolato tutto questo.

Non resta che aspettare il 4 marzo per tutelare e dare dignità alle donne e agli uomini in divisa, perché nel programma di Forza Italia e del centrodestra è chiaramente scritto che tuteleremo “la dignità delle Forze dell’ordine e delle Forze Armate con stipendi dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie adeguati al contrasto del crimine e del terrorismo”. Lo faremo senza penose strumentalizzazioni alla vigilia delle elezioni”. Lo dichiarano in una nota congiunta i responsabili della Consulta sicurezza di FI, sen. Maurizio Gasparri e on. Elio Vito.

“In questi giorni è in atto il processo di concertazione per il rinnovo del contratto per il personale del comparto sicurezza-difesa e soccorso”, ha spiegato il senatore socialista Enrico Buemi, membro della Commissione difesa in relazione al rinnovo del contratto del comparto. “Il confronto tra la Funzione Pubblica e gli organi di rappresentanza del personale in divisa, seppur iniziato nel luglio del 2017, solo negli ultimi giorni ha avuto una forte accelerata al fine di chiudere l’accordo entro il 26 gennaio”, ha commentato Buemi.

“Da parte delle OO.SS. delle forze di polizia e dei Co.Ce.R. non sono mancate le critiche sulle tempistiche, estremamente ritardate, e le modalità di un confronto che sino ad oggi non è mai avvenuto realmente. Nei recenti incontri non si è discusso né delle risorse allocate per il rinnovo del contratto, né delle materie di competenza delle parti quanto di una piattaforma contrattuale o normativa su cui lavorare”, ha continuato il senatore socialista. “Le tabelle sommarie presentate il 17 gennaio e l’accelerazione nella trattativa imposta dal Governo hanno comportato l’adozione di una posizione di rifiuto anche sull’offerta economica della cifra di 44€ nette in media, da parte dei rappresentanti dei cittadini in divisa che hanno esplicitato le loro considerazioni in un comunicato stampa del 18 gennaio”, ha sottolineato Buemi. “Il contratto non viene rinnovato dal 2009 e alcune indennità sono ancora parametrate al 2002, pertanto la rivendicazione di provvedere ad una rivisitazione della retribuzione quanto quella di finanziare la parte normativa del contratto, oggi carente e anacronistica rispetto ad altre categorie di lavoratori, trova una piena legittimità e richiede un atteggiamento di maggiore disponibilità al confronto da parte del Governo”, ha continuato Buemi.

“Altrettanto motivata è la richiesta dell’attuazione del ruolo negoziale riconosciuto ai Co.Ce.r., dall’art. 19 legge 183/2010, in quanto, ad oggi, i rappresentanti con le stellette sono relegati a una semplice procedura di concertazione che non consente di rappresentare pienamente le esigenze del personale”, ha aggiunto Buemi. “In tale contesto, si ritiene utile l’adozione da parte del Governo di un atteggiamento complessivamente più disponibile nel ricercare la convergenza tra le parti sia nei termini della gestione del riconoscimento economico per il rinnovo del contratto, sia nell’ipotizzare una coda contrattuale successiva al fine di dare riscontro alle richieste di aggiornamento della parte normativa sia, infine, dell’impegno di finalizzare la riforma degli organi di rappresentanza del personale militare al fine di conferire il compiuto e riconosciuto ruolo negoziale”, ha concluso Buemi.

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