RENZI, GUERRA NEI CIELI PER L’AMICO CHE NON PUÒ VOLARE: INDAGATO GENERALE PREZIOSA

Non si
vedevano dai tempi delle indagini su Ustica i Carabinieri alPalazzo
Aeronautica
. Il 17 ottobre il procuratore militare della Repubblica di Roma Marco
De Paolis
 e il sostituto Antonella Masala hanno spedito
20 militari con un mandato di perquisizione all’Ufficio Generale di Consulenza
e Affari Giuridici dell’Aeronautica. Sono indagati il Capo di
Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Pasquale Preziosa, 63
anni, e il suo Capo Ufficio, il generale Gianpaolo Miniscalco.

Le
accuse a Preziosa e Miniscalco sono gravi: “Minaccia a un inferiore per
costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri”. Secondo l’accusa,
sarebbe in corso una lotta tra alti papaveri delle nostre forze
armate
 con colpi sotto la cintura. Nel decreto di perquisizione, che Il
Fatto
 ha potuto leggere, i pm militari scrivono di “pressioni
esercitate dal Generale Preziosa (…) nei confronti del generale Domenico
Abbenante
, Direttore dell’Istituto di Medicina Aerospaziale, e prossimo
alla valutazione per l’avanzamento al grado di Generale Ispettore, affinché il
medesimo rilasciasse al Generale Carlo Magrassi, all’esito
dell’imminente visita medico legale da svolgersi presso l’Imas, un giudizio di
non piena idoneità al volo, con esplicita limitazione al cosiddetto ‘doppio
comando’: ciò per inibire a Magrassi di ottenere gli alti incarichi a cui
aspirava e/o risultava candidato”.
Carlo
Magrassi non è un generale qualsiasi. È molto vicino a Matteo Renzi e
al sottosegretario Luca Lotti. È stato capo di gabinetto del
ministro della Difesa (prendendo il posto che era stato di Preziosa con il
generale-ministro Giampaolo Di Paola) con Roberta Pinotti per poi
avvicinarsi ancora di più al Giglio magico renziano diventando il 26 maggio del
2014 consigliere militare del premier. Dal 9 ottobre è stato
nominato Segretario Generale della Difesa.
Il
decreto del 17 ottobre dava ai Carabinieri il potere di
perquisire “il sistema informatico in uso all’Ufficio Consulenza e Affari
Giuridici” e a sequestrare qualsiasi componente informatica trovata. Dietro
l’inchiesta c’è una questione delicata: può un pilota, si chiami Magrassi o
Rossi, che ha subito un’operazione al cuore di “valvuloplastica
mitralica”, mantenere per decenni l’idoneità al volo senza limitazioni anche
per i voli più impegnativi?
La privacy imporrebbe
di limitare i riferimenti alla diagnosi ma non è possibile trascurare l’aspetto
sanitario quando c’è un procedimento penale che verte proprio sulle conseguenze
della patologia di Magrassi sulla sua idoneità al volo. Soprattutto se il
giudizio sul comportamento del generale Preziosa dipende proprio dalla valutazione degli
effetti legali della patologia. Magrassi nel 1997 si è sottoposto a
un’operazione che ha riparato la sua valvola mitralica a seguito di un
prolasso. I piloti devono sottoporsi a visite periodiche che
accertino l’idoneità al volo che può essere esclusa o rinnovata con
limitazioni.
Nel caso di Magrassi l’Aeronautica ha continuato a rinnovargli l’idoneità con
una piccola limitazione: “Idoneo all’impiego O.F.C.N. zone non a rischio
ambientale”. Magrassi potrebbe pilotare anche grandi aerei, in teoria. La piena
idoneità però serve anche a un avanzamento più veloce di carriera.
L’indennità di volo, inoltre, nel caso di un generale anziano come Magrassi può
raggiungere i 2mila euro al mese.
Nel 2014 il
generale Preziosa, secondo l’accusa, avrebbe fatto pressioni sul generale
Abbenante
 perché non rinnovasse quel tipo di idoneità a Magrassi.
Invece a febbraio gli organismi militari concessero comunque il rinnovo senza
tante limitazioni. Nelle redazioni e nelle Procure in estate è circolato un
anonimo che ricostruiva la storia con un taglio anti-Magrassi. L’anonimo è
stato girato da Preziosa alle Procure, compresa quella della Corte dei
Conti
. Anche se una commissione tecnica interna
all’Aeronautica nel frattempo si era espressa a favore di Magrassi, Preziosa,
forte di un diverso parere dei suoi uffici, ha tenuto il punto.
Se
l’inchiesta militare avesse dato ragione a Preziosa, le aspirazioni di Magrassi
sarebbero state a rischio. Invece il Procuratore De Paolis ha
intrapreso la strada opposta. I Carabinieri sono arrivati sì ma negli uffici dei
collaboratori di Preziosa. Intanto Magrassi, dopo che era sfumata la
possibilità di andare, con la benedizione sempre di Renzi, a guidare i servizi
segreti dell’Aise, è planato sulla poltrona di Segretario Generale
della Difesa
, una postazione chiave nell’acquisto delle armi per le nostre
forze armate. Preziosa avrebbe dovuto ottenere una promozione a capo di Stato
Maggiore della Difesa
, secondo la consuetudine della rotazione tra le forze
armate per quel ruolo. Invece è stato scavalcato dal generale dell’Esercito Claudio
Graziano
.

Da Il
Fatto Quotidiano di giovedì 29 ottobre 2015

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