TRAPIANTI: PROTOCOLLO DIFESA/SALUTE PER DONAZIONE ORGANI DA MILITARI. GIA’ 4700 ADESIONI

(di
Gennaro Barbieri) – Spicca il volo la collaborazione tra i ministeri della
Salute e della Difesa per promuovere la cultura della donazione di organi,
tessuti e cellule tra il personale delle Forze Armate.

Il primo step risale al
2007, quando fu firmato un protocollo di intesa successivamente implementato
con attività di pianificazione e programmazione. “Negli ultimi messi sono
stati poi promossi seminari e convegni tra i militari, registrando 4700
adesioni nelle varie strutture ed evidenziando un trend maggior rispetto quanto
registrato tra gli altri cittadini. Nel complesso in Italia vengono realizzati
circa 3mila trapianti l’anno”, osserva Alessandro Nanni Costa, direttore
del Centro Nazionale Trapianti. 
“Si
tratta di un segnale di enorme importanza – gioisce Beatrice Lorenzin,illustrando
l’iniziativa presso l’Auditorium del Ministero appena intitolato a Cosimo
Piccinno – La disponibilità a donare di uomini e donne in divisa assume un
valore doppiamente positivo, in quanto si tratta di persone che costituiscono
un esempio e che fungono da veri e propri opinion leader, configurando così un
impegno civico e sociale di enorme portata”. L’auspicio è che le adesioni
esercitino un effetto traino verso gli altri cittadini in quanto il numero di
donatori da cadavere è stabile, mentre i trapianti da vivente stanno segnando
un aumento rispetto allo scorso anno. “Sono quindi necessarie nuove campagne de
sensibilizzazione – sottolinea Lorenzin – e su questo terreno le Forze Armate
possono fornire un contributo determinante”.

L’apporto delle Forze Armate rappresenta già uno pilastri che garantiscono la
fase logistica ogni qualvolta un paziente viene spostato per essere sottoposto
a trapianto. Il buon esito della procedura è infatti assicurato dall’intervento
delle Prefetture, del 31° Stormo e della Polizia. “La collaborazione tra i due
ministeri proseguirà a pieno regime, abbiamo in cantiere un altro progetto –
spiega Roberta Pinotti – Mettiamo in campo un lavoro congiunto
che rappresenta un esempio di civiltà poiché consegna una speranza di vita a
persone che altrimenti non l’avrebbero mai potuta coltivare. Fino a qualche
anno fa era un tema poco conosciuto che fortunatamente si sta affermando. La
sfida è ora promuovere massicciamente la cultura della donazione anche ai
giovani che si avvicinano alle Forze Armate e che sono in fase di reclutamento,
ma anche valorizzare a pieno regime tutte le strutture tecniche di cui possiamo
disporre”.

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