Protesta dei poliziotti a Montecitorio: “206 giorni senza CONTRATTO per le Donne e gli Uomini in divisa. Grazie GOVERNO!”

Dignità e diritti per la polizia. Sono queste le due richieste al centro della manifestazione promossa da Silp Cgil e Fp Cgil a Montecitorio.

 
“È dignitoso un contratto scaduto da oltre 200 giorni e risorse che garantiscono ‘aumenti’ inferiori al costo di un abbonamento Netflix? Servono fatti, non parole. E’ quanto afferma Daniele Tissone segretario del Silp Cgil.
 
 

CORRETTIVI RIORDINO DELLE CARRIERE

Si tratta di un provvedimento atteso da tempo, volto ad elevare le tante professionalità esistenti riconoscendo l’impegno profuso dalle donne e dagli uomini in divisa la cui delega scade il prossimo 30 settembre. Ad oggi lo stanziamento previsto per i correttivi al riordino è di appena 23 milioni per la Polizia di Stato e meno di 10 per la Polizia Penitenziaria, somme assolutamente insufficienti per soddisfare le legittime aspettative del personale in divisa.


Un riordino varato dal precedente Governo, per il quale sono state ottenute risorse importanti grazie all’impegno del sindacato. Chi ieri stava all’opposizione conveniva con noi sull’opportunità e necessità di modificare
significativamente quel riordino. Ad oggi però siamo solamente alle mere intenzioni. Urge un incremento degli organici della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria: un numero di operatori assolutamente insufficiente a garantire i servizi necessari per i cittadini e condizioni di lavoro adeguate per il personale che ha ormai un’età media di oltre 46 anni.

CONTRATTO DI LAVORO E CODA NORMATIVA

Da oltre 200 giorni è scaduto il contratto di lavoro e non c’è stato alcun avvio della discussione per il rinnovo del triennio economico 2019-2021. Resta ancora, per altro, da definire la coda normativa del vecchio accordo.
Sul piano dei diritti e per quel che riguarda il versante economico i poliziotti sono stati letteralmente abbandonati. Anche la Dirigenza è in attesa di risposte concrete e non di promesse per l’avvio delle trattative del nuovo contratto di area.