PROMOZIONI ALLA VIGILIA, ABOLITE MA NON PER TUTTI. ECCO LE SPEREQUAZIONI NEGLI AVANZAMENTI

Come
sapete, la legge di stabilità 2015, per  conseguire un  risparmio di
spesa, ha cancellato, con un colpo di spugna, le promozioni da
conferire  all’atto del congedo
al personale militare in servizio
permanente, previste dalle cosiddette Leggi “ Angelini ” e” Durand de la Penne”
e recepite negli articoli 1076,1077,1082 e 1083 del Codice dell’ordinamento
militare, anche per i casi  di permanente inabilità al servizio
incondizionato e di decesso per causa di servizio (promozione alla memoria).

Tanto
per fare un esempio, all’Ufficiale in servizio permanente deceduto
ovvero dichiarato permanentemente non più idoneo al sevizio a seguito di una
ferita  riportata fuori area, non è più concessa, a partire dal 1 gennaio
2015, alcuna promozione.
Viceversa,  è rimasto in vita l’articolo 1084
dello stesso Codice ( cd. norma Cola ) che vede tra i destinatari gli
appartenenti ai ruoli marescialli, musicisti, sergenti, volontari in
servizio permanente, Ufficiali ausiliari e volontari in ferma.

Esso,
come è noto, prevede, in caso di decesso o di permanente inidoneità
riconosciuta a seguito di impiego in attività operative e di addestramento, la
promozione  anche oltre il grado massimo previsto per il ruolo di
appartenenza.
Ai primi Marescialli  può essere attribuita quindi la
promozione al grado di Sottotenente e se la promozione comporta la
corresponsione di un trattamento economico inferiore rispetto a quello in
godimento, all’interessato è attribuito un assegno pensionabile pari alla
differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante nel
nuovo grado.
In
sostanza, per effetto della legge  di stabilità, si vanno a creare due
tipi di sperequazioni
, di cui il legislatore, tutto preso dalla foga di
apportare tagli, non ha tenuto minimamente  conto:   la prima
sperequazione
, inevitabile, riguarda i militari che, in congedo da
quest’anno, rivestiranno un grado in meno rispetto ai colleghi di corso più
anziani ma anche  più giovani e di corsi successivi qualora cessati a
domanda.
La seconda sperequazione riguarda gli Ufficiali in servizio permanente nel
caso di un infausto evento che li coinvolga in operazioni fuori area. Mi spiego
meglio ,si pensi ad esempio ad un Sottotenente in servizio permanente, ad un
Sottotenente in ferma prefissata e ad un primo Maresciallo. In questa tragica
ipotesi, il giovane Ufficiale in servizio permanente sarebbe l’unico a non
usufruire della promozione al grado superiore diventando un mero parigrado se
non sottoposto dell’altro.
Ma,
al di la della sperequazione, preme sottolineare che all’epoca
dell’elaborazione della legge di stabilità, la Commissione Difesa della
Camera aveva posto l’accento sulla necessità di salvaguardare almeno i casi di
decesso e di permanente inabilità per causa di servizio
, ma non ci fu nulla
da fare:  l’importante era produrre risparmi.

C’è
da augurarsi allora che con il prossimo provvedimento correttivo la Difesa
riesca a reintrodurre la promozione alla vigilia per chi dona la vita per la
Patria
, a prescindere dallo stato giuridico di appartenenza.