Esteri

Portaerei cinese Type 004, oltre 100.000 tonnellate e 4 catapulte: Pechino accelera, ma il vero test è sfidare il modello Usa entro il 2030

La Cina ha superato una soglia, ma la partita vera comincia adesso

Con l’entrata in servizio della Type 003 Fujian il 5 novembre 2025, la Marina cinese ha compiuto un salto operativo che va ben oltre il valore simbolico: per la prima volta dispone di una portaerei con lancio tramite catapulta, inserita in una flotta che ora conta tre unità. È un passaggio che cambia il profilo della potenza navale di Pechino, perché introduce cicli addestrativi più esigenti, gruppi portaerei più strutturati e una capacità aeronavale misurabile su basi nuove.

Ma è anche il momento in cui l’attenzione si sposta inevitabilmente sul passo successivo: la Type 004, il programma che dovrebbe portare la Cina nell’élite delle super portaerei. Ed è qui che il racconto trionfale lascia spazio alla realtà: costruire una grande portaerei è difficile, mantenerla credibile in mare aperto lo è molto di più.

Fujian ha aperto l’era delle catapulte EMALS cinesi

Dopo il varo del giugno 2022, la Fujian è entrata in servizio operativo inaugurando per la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione l’era delle operazioni con catapulte e sistemi d’arresto di progettazione nazionale, inclusa la tecnologia EMALS. Il suo valore non è stato soltanto militare, ma anche politico e industriale: la nave è stata presentata come la più grande nave da guerra non americana mai costruita e come la prima portaerei non statunitense con un sistema di catapultaggio nazionale di questa scala.

Dalla fine del 2025, la Fujian è stata sottoposta a cicli di addestramento e integrazione intensificati, passaggio indispensabile per trasformare una piattaforma avanzata in una vera capacità operativa.

J-35, J-15T, J-15DT e KJ-600: la sperimentazione è iniziata, la maturità no

Subito dopo l’entrata in servizio, la Fujian ha avviato una prima campagna di addestramento al combattimento navale impiegando i caccia J-35, J-15T e J-15DT, oltre al velivolo di allerta e controllo KJ-600. I lanci e gli appontaggi tramite catapulta, di giorno e di notte, insieme alle esercitazioni di navigazione in formazione e alle missioni coordinate di ricerca e salvataggio, hanno mostrato una capacità iniziale concreta.

Questo però non significa che la Cina abbia già raggiunto una piena maturità aeronavale. Significa piuttosto che ha aperto la fase più difficile: quella in cui procedure, sicurezza del ponte di volo, ritmi di sortita, manutenzione e coordinamento tattico devono reggere nel tempo, con continuità e sotto stress.

Il limite della Fujian resta lo stesso: la propulsione convenzionale

La Fujian è una portaerei moderna, ma non è nucleare. Questo dettaglio, spesso trattato come un dato tecnico secondario, in realtà è centrale. La nave dipende da rifornimenti frequenti in mare, soprattutto nelle operazioni ad alta velocità, e questo ne condiziona direttamente l’autonomia effettiva.

Il passaggio previsto nel 2026 dalla capacità operativa iniziale a una piena capacità annunciata va letto in questa chiave: Pechino sta ampliando la propria capacità di proiezione aeronavale, ma la resistenza del gruppo portaerei resta ancora legata alla disponibilità delle navi rifornitrici e alla precisione della pianificazione logistica.

In altre parole, la Fujian può estendere il raggio della presenza cinese, ma non può ancora emanciparsi dai limiti strutturali della propulsione convenzionale.

La scorta cresce: Type 052D, Type 052DL, Type 055, Type 054A e sottomarini

Parallelamente, la Cina ha rafforzato l’architettura di protezione delle sue portaerei. Sono entrati in servizio quasi quaranta cacciatorpediniere Type 052D e 052DL, dotati di sistemi di lancio verticale multiruolo impiegati nella difesa aerea e nell’attacco. A questi si aggiungono gli incrociatori Type 055, le fregate antisommergibile Type 054A, le varianti più recenti 054AG e 054B, e una componente subacquea modernizzata.

Le versioni 052DL incorporano un nuovo radar in banda pi, pensato per estendere il raggio di scoperta, ridurre i punti ciechi e migliorare il rilevamento di obiettivi stealth nella banda UHF. Le nuove fregate antisommergibile, inoltre, impiegano l’elicottero navale Z-20, con maggiore autonomia e capacità di carico rispetto allo Z-9.

È un rafforzamento reale, ma non basta a chiudere il discorso. Una portaerei non si giudica solo dalla qualità della sua scorta: si giudica dalla capacità del gruppo di sostenere operazioni ad alta intensità per periodi prolungati.

Type 004, la svolta sarebbe nucleare. Ed è qui che il programma cambia scala

Il programma Type 004 viene indicato come il vero salto di qualità della Marina cinese. Le informazioni emerse pubblicamente convergono su un punto: la nuova nave sarà quasi certamente a propulsione nucleare, o comunque è fortemente orientata in quella direzione.

A Dalian, nel cuore dello scafo assemblato, sono state osservate strutture interpretate come compartimenti di contenimento del reattore, con due volumi blindati e sale macchine compatibili con un’architettura energetica di grande scala. Anche l’osservazione di turbine a bordo della nave in costruzione ha alimentato ulteriormente le speculazioni.

Nessuna conferma ufficiale definitiva ha ancora chiuso la questione. Ma l’accumulo di indizi fisici e industriali rende l’ipotesi nucleare sempre più solida.

L’illusione dell’autonomia infinita è propaganda, non realtà

Attorno alla Type 004 circola già una narrazione semplicistica: due reattori ad acqua pressurizzata da circa 300 MW ciascuno garantirebbero un’autonomia e una velocità di crociera praticamente illimitate. È una lettura fuorviante.

Una portaerei nucleare non smette di aver bisogno di rifornimenti. Gli aerei consumano carburante, munizioni e pezzi di ricambio; i sistemi di bordo richiedono manutenzione; l’equipaggio ha bisogno di viveri. La differenza non sta nell’eliminazione della logistica, ma nella sua diluizione nel tempo.

Ed è qui il punto strategico: una portaerei nucleare non deve rifornire i propri serbatoi di propulsione, liberando così volumi preziosi per carburante per aerei, armamenti, ricambi e scorte. Questo permette di allungare gli intervalli tra i rifornimenti in mare, riducendo il numero di quelle fasi delicate in cui la nave deve mantenere una rotta rettilinea per diversi minuti, esponendosi e limitando le operazioni aeree.

Per una marina come quella cinese, che non dispone ancora della rete globale e della supremazia marittima americana, questo vantaggio è decisivo.

Scafo completo, avanzamento oltre il 25%, obiettivo 2030: il calendario del Type 004 entra nella fase pesante

Secondo le informazioni disponibili, lo scafo del Type 004 risulta completo e l’avanzamento complessivo del programma avrebbe superato il 25%. Nel febbraio 2026 sono state osservate nuove sezioni in costruzione, comprese la prua e moduli laterali dell’hangar, segnali che indicano il passaggio a una fase industriale più avanzata.

Il traguardo indicato attorno al 2030 implica già ora una lunga sequenza di installazione delle apparecchiature, integrazione tecnica, attivazione dei sistemi, prove in banchina e collaudi in mare. È il calendario tipico dei grandi programmi navali: lento, costoso, vulnerabile ai ritardi e soprattutto incapace di tollerare errori nascosti.

Le dimensioni parlano chiaro: la Cina punta alla categoria delle super portaerei

Le stime sul Type 004 indicano una nave di oltre 340 metri di lunghezza, con una larghezza massima di circa 90 metri, una larghezza al galleggiamento di circa 43 metri e un dislocamento compreso tra 110.000 e 120.000 tonnellate. La configurazione più citata prevede quattro catapulte elettromagnetiche, due laterali e due a prua.

Se questi dati verranno confermati, la Cina si avvicinerà in modo molto evidente al formato delle super portaerei americane. E non solo in termini di massa o silhouette: in condizioni ottimali, i cicli di decollo e appontaggio potrebbero arrivare a 150-190 al giorno, un dato che, se tradotto in capacità reali, darebbe alla nave un potenziale operativo di altissimo livello.

Ma proprio qui si nasconde il rischio dell’enfasi: una stima industriale non è una prestazione dimostrata in combattimento o in dispiegamento prolungato.

Più grande non significa automaticamente più credibile

Il Type 004 potrebbe diventare la più potente portaerei mai costruita fuori dagli Stati Uniti. Potrebbe anche integrare una combinazione ambiziosa di reattori nucleari, catapulte EMALS, elevati ritmi di sortita e maggiore capacità di proiezione a lungo raggio. Ma la credibilità di una super portaerei non nasce dal cantiere: nasce dalla capacità di far funzionare tutto insieme, in mare, senza pause e senza margini di improvvisazione.

L’esperienza della Fujian lo dimostra già. Stabilizzare le procedure di ponte, qualificare i gruppi aerei imbarcati, consolidare i protocolli di sicurezza e rendere ripetibili i ritmi operativi richiede tempo. Molto tempo.

Per questo, il Type 004 è oggi un programma promettente, non ancora una capacità acquisita.

Il confronto con gli Stati Uniti resta il metro, e anche il limite

Il riferimento implicito di tutto il programma è la Marina degli Stati Uniti, che continua a rappresentare il modello di confronto obbligato per ogni forza navale che voglia ambire a una presenza oceanica permanente. Il semplice fatto che il dibattito sul Type 004 venga condotto in relazione alle super portaerei americane segnala il livello dell’ambizione cinese.

Ma il paragone è anche spietato. Avvicinarsi alle dimensioni e alla configurazione tecnica delle unità Usa non equivale a replicarne la dottrina, la logistica, l’esperienza accumulata, l’integrazione interforze e la continuità operativa globale. È qui che la Cina deve ancora dimostrare tutto.

Il vero nodo non è il reattore: è la logistica

Il punto più importante, e anche il meno spettacolare, è che il successo del Type 004 dipenderà tanto dal supporto quanto dalla nave stessa. Senza un sistema logistico robusto, la maggiore autonomia teorica non si trasformerà in vantaggio duraturo. Le scorte devono essere protette, i rifornimenti sincronizzati, le manutenzioni programmate, le missioni sostenute per settimane o mesi.

Gli investimenti in Type 055, nella componente sottomarina e nelle piattaforme di scorta migliorano la resilienza del gruppo, ma non sostituiscono una rete logistica adeguata. E finché questa rete non sarà pienamente all’altezza di una presenza continuativa in oceano aperto, la superiorità resterà più vicina alla promessa che alla realtà.

Entro il 2030 Pechino si gioca molto più di una nave

La traiettoria cinese è chiara: dalla Liaoning alla Shandong, dalla Fujian al possibile salto nucleare del Type 004, Pechino sta costruendo una progressione coerente verso una marina da acque profonde capace di proiezione globale. Ma il 2030 non sarà semplicemente la data di una nuova entrata in servizio. Sarà il momento in cui la Cina dovrà dimostrare se il proprio balzo industriale può trasformarsi in potenza aeronavale sostenibile.

Perché il nodo strategico non è nella formula “oltre 100.000 tonnellate, 4 catapulte, propulsione nucleare”. Quella è la vetrina. La sostanza è un’altra: mantenere una task force in mare, giorno dopo giorno, con ritmi elevati, rifornimenti credibili e procedure mature.

Se il Type 004 riuscirà in questo, la Cina entrerà davvero nella categoria delle super portaerei globali. Se non ci riuscirà, resterà una colossale dimostrazione di potenza industriale che guarda agli Stati Uniti, ma senza averne ancora raggiunto il livello operativo.

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Giovanni Rinaldi – Politologo e analista istituzionale
Politologo e analista politico-istituzionale

Giovanni Rinaldi

Giovanni Rinaldi è un politologo con una lunga esperienza nello studio dei sistemi politici, delle istituzioni e delle dinamiche di potere nazionali e internazionali. Ha seguito per decenni l’evoluzione della politica italiana ed europea, con particolare attenzione ai rapporti tra politica, sicurezza e relazioni internazionali. Su InfoDifesa.it firma analisi di contesto, commenti istituzionali e approfondimenti di carattere politico-strategico.