Poliziotto ucciso: sorella Apicella, ‘se Stato avesse fatto suo dovere mio fratello sarebbe qui’

“Non abbiamo distrutto un ospedale, non abbiamo sparato contro una caserma e non abbiamo incendiato il campo rom di Giugliano. Ma voglio giustizia per mio fratello, se lo Stato avesse compiuto il suo dovere 3 anni fa, quando questi individui hanno reagito nello stesso modo contro l’Arma dei carabinieri, mio fratello oggi sarebbe qui. Purtroppo la giustizia non mi porterebbe indietro l’amore nostro, ma eviterebbe di spezzare altre vite”.

E’ l’urlo di dolore di Nella Apicella, sorella dell’agente napoletano morto mentre tentava di bloccare la fuga di una banda di ladri.

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I rom coinvolti nel furto alla banca, che Pasquale Apicella inseguiva al volante della ‘Secondigliano 11’ insieme al collega ferito, sono quelli di un insediamento in parte già sgomberato e più volte al centro di fatti di cronaca. A questo fa riferimento, nel suo post pubblicato su Facebook la sorella del poliziotto. Che chiede giustizia, senza per questo – dice – ricorrere ad azioni violente come era avvenuto due mesi fa, sempre a Napoli, dopo la morte del 15enne durante un tentativo di rapina a un carabiniere.

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