Poliziotti e carabinieri devono identificarsi?

Una questione sempre viva e che sembra non trovare una soluzione definitiva è la seguente: i pubblici ufficiali, quando sono in servizio, sono tenuti a identificarsi nei confronti dei cittadini? Facciamo un esempio. Mentre sei al voltante della tua auto vieni fermato da una pattuglia di carabinieri. Ti viene chiesto di esibire patente e libretto ma tu, prima di mostrarli, chiedi agli agenti che si identifichino fornendo nome, cognome e tessera di riconoscimento. Questa richiesta è lecita? Poliziotti e carabinieri devono identificarsi?

 

 

Facciamo un altro esempio. Mentre sei a un party, si avvicina una persona che, dopo essersi qualificato come un poliziotto in borghese, ti chiede le generalità. Vedendolo in abiti civili, hai timore a dare i tuoi dati personali a un individuo che non conosci e che potrebbe anche essere un malintenzionato. L’agente in borghese è tenuto a identificarsi? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se poliziotti e carabinieri devono identificarsi.

 

Forze dell’ordine: devono identificarsi?

Non esiste in Italia una norma che imponga ai pubblici ufficiali di identificarsi; di conseguenza, essendo tali anche i poliziotti e i carabinieri e, più in generale, tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, neanche loro sono obbligati a identificarsi quando sono in servizio.

Ciò significa che, se un carabinieri ti chiede patente e libretto oppure un poliziotto ti chiede le generalità, tu non puoi rifiutarti di collaborare chiedendo che siano prima loro a identificarsi mostrando un documento idoneo allo scopo.

Quali persone sono obbligate a identificarsi?

Secondo la legge italiana, l’obbligo di fornire le proprie generalità spetta solamente al privato cittadino a cui venga rivolta tale richiesta da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio.

Per la precisione, il codice penale [1] punisce con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206 colui che, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali.

Si noti bene: l’obbligo che sussiste per legge in capo ai semplici cittadini non è quello di mostrare i documenti d’identità (nessuna legge impone di portarli con sé), ma semplicemente di fornire le proprie generalità, cioè quei dati (nome, cognome, residenza, ecc.) che consentono l’identificazione di un individuo.

In caso di rifiuto, non solo scatta il reato, ma la polizia può anche accompagnarti in questura per procedere ad accertamenti volti a determinare la tua identità.

Solamente per alcuni soggetti vige l’obbligo di portare con sé i documenti e di mostrarli su richiesta: in genere, si tratta di persone alle quali è stato imposto in precedenza quest’obbligo per via della loro acclarata pericolosità sociale.

Poliziotti e carabinieri: quando devono identificarsi?

Per legge, esiste solamente un caso in cui gli appartenente alle forze dell’ordine devono identificarsi: si tratta dell’ipotesi in cui essi siano in borghese.

Secondo la legge [2], il personale delle forze armate autorizzato a svolgere il servizio d’istituto in abito civile (in pratica, in borghese), nel momento in cui debba far conoscere la propria qualità o allorché l’intervento assuma rilevanza esterna, ha l’obbligo di applicare sull’abito in modo visibile una placca di riconoscimento e di esibire la tessera di riconoscimento, ove richiesto.

Dunque, per quanto la legge imponga di portare sempre con sé la tessera di riconoscimento [3]sussiste l’obbligo di identificarsi solamente quando polizia e carabinieri agiscono in borghese: in questo caso, bisogna applicare all’abito una placca di riconoscimento e, se v’è espressa richiesta da parte dei cittadini, bisogna identificarsi mostrando apposita tessera.

La ragione per cui i poliziotti e i carabinieri in borghese debbano identificarsi è piuttosto ovvio: agendo in abiti civili, le persone non sanno con chi hanno a che fare e, dunque, potrebbero ben rifiutarsi di obbedire a un ordine impartito da un soggetto che si confonde con gli altri.

Dunque, poliziotti e carabinieri sono tenuti a identificarsi mostrando la tessera di riconoscimento solamente quando agiscono in borghese e, dunque, quando sono privi di divisa.

Polizia in borghese: può fermarti mentre sei alla guida?

Quanto appena detto circa l’obbligo di identificazione da parte degli agenti in borghesi è confermato dalla disciplina prevista dal codice della strada.

Secondo la legge, agenti e ufficiali che si occupano dei servizi di polizia stradale, quando non sono in uniforme, per espletare i propri compiti devono fare uso di apposito segnale distintivo [4].

La legge prosegue dicendo che gli organi di polizia stradale, quando non sono in uniforme, per l’intimazione dell’alt a coloro che circolano sulle aree soggette alla disciplina del codice della strada esibiscono in modo chiaramente visibile il segnale distintivo e successivamente, prima di qualsiasi accertamento o contestazione, esibiscono la speciale tessera rilasciata dalla competente amministrazione [5].

Dunque, è ancora una volta chiaro che polizia e carabinieri sono tenuti a identificarsi immediatamente solo quando non siano in uniforme, cioè nelle circostanze in cui non è possibile riconoscerli subito come soggetti appartenenti alle forze dell’ordine.

Negli altri casi, cioè quando sono in divisa, è l’uniforme che parla per loro: a nessun altro obbligo di identificazione sono soggetti.

 

note

 

[1] Art. 651 cod. pen.

[2] Art. 20, D.P.R n. 782/85.

[3] Art. 48, D.P.R. n. 782/85.

[4] Art. 12, cod. str.

[5] Art. 24 reg. att. cod. str.

Redazione articolo a cura di Mariano Acquaviva per La Legge per Tutti

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