IL GOVERNO SBAGLIA I CONTI. AGLI AGENTI SOLO 5 EURO IN PIU’!

“Continuiamo sulla tabella di marcia,rispettando gli impegni presi fin dall’accordo del 30 novembre” tra ministero e sindacati, con cui si è tracciata la strada per la riapertura della contrattazione, spiega la ministra Madia. Nell’intesa, sottolinea, “abbiamo messo in fila tutto ciò che serve per potere fare un nuovo contratto, fermo da tanti anni”.

E la parte economica, chiarisce Madia, è stata affrontata con “la legge di Bilancio, già approvata, per circa la metà dello stanziamento, un pochino meno”. Il resto, assicura, “sarà nella prossima legge di Bilancio”. La progressione delle risorse destinate al rinnovo è pari a 300 milioni, appostati lo scorso anno, a 900 milioni per quest’anno, che diventeranno 1,2 miliardi di euro nel 2018 (il contratto infatti copre il triennio 2016-2018).

“Più o meno, per avere un aumento medio di 85 euro, occorrono 2,5 miliardi”, come stanziamento per la P.a centrale, ricorda Madia. Quindi la parte prevalente del ‘fondone’ va ai contratti, un’altra fetta “molto importante” è indirizzata invece alle forze dell’ordine, evidenzia Madia, “tra 80 euro e riordino”.

E poi c’è “una terza parte, relativa alle assunzioni straordinarie, che abbiamo anticipato già in questo decreto per quel che riguarda i magistrati”, un bando già chiuso. Quel che rimane del fondo sarà distribuito con un successivo dpcm, sempre per finanziamenti da destinare ad assunzioni straordinarie nello Stato. La parte normativa, per la riapertura della contrattazione, viaggia con la riforma del pubblico impiego, inserita in due decreti approvati in via preliminare in Consiglio dei ministri e che riceveranno il via libera finale “entro la fine di maggio”, chiarisce sempre la ministra. Manca quindi solo la direttiva all’Aran, l’agenzia che rappresenta il governo nei tavoli. Si tratta del cosiddetto atto di indirizzo, fischio ufficiale dell’avvio dei negoziati, che, garantisce Madia, arriverà “presto”.

“Questo contratto di lavoro che oggi pare sbloccato, non è tale per disponibilità di questo governo o del precedente, ma per un dispositivo pubblicato in G. U. il 28 luglio 2015, con il quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco del contratto di lavoro del pubblico impiego”. Lo ha detto il segretario del sindacato di polizia Sap, Gianni Tonelli, commentando le parole del ministro Madia in merito alla firma del decreto sullo sblocco delle risorse per i contratti. “Nonostante i due anni di ritardo – sostiene Tonelli – l’elargizione corrispondente non è certo idonea a creare soddisfazione nelle forze di Polizia. Infatti, i conti del ministro non ci tornano per nulla, perché per un contratto triennale è previsto un miliardo e 200milioni di euro. Questa cifra va divisa per i 3milioni e 200mila dipendenti pubblici con un risultato di 375 euro che chiaramente sono lordi, e vanno a loro volta divisi per 13 mensilità, per giungere in questo modo a 28,84 euro, ai quali si deve sottrarre il 60,2% di tasse, arrivando a 11 euro netti”. Inoltre, prosegue il sindacalista, “vanno considerati altri tre elementi: il finanziamento della nuova parte normativa, la rivalutazione delle indennità accessorie, tra cui notturni, festivi e ordine pubblico, e la forbice tra agente e vice questore aggiunto. Alla fine possiamo affermare che un agente percepirà al massimo 5 euro netti al mese di aumento”. (ANSA).