POLIZIOTTO RUBA UNA MITRAGLIETTA DALLA QUESTURA, IN APPELLO CONFERMATA LA CONDANNA A 3 ANNI E 8 MESI

3 anni e 8 mesi di reclusione: è stata confermata la sentenza di primo grado per Domenico Cennamo, poliziotto leccese di 47 anni.

È arrivato in Appello infatti il processo nato a seguito di un’indagine della Squadra Mobile di Lecce sul furto di una mitraglietta M12 dall’armeria della Questura ad opera del poliziotto. L’uomo, vice sovrintendente addetto alla vigilanza negli uffici della Questura, aveva rubato l’arma e il relativo munizionamento da un armadietto chiuso a chiave per poi rivenderlo a Pietro Paolo De Dominicis di Merine per la somma di due mila euro di cui mille già incassati. I fatti il 17 gennaio del 2017. Due giorni dopo ci fu l’arresto e poi una confessione piena.

Cennamo aveva ammesso di essersi impossessato dell’arma per cederla ad un uomo già noto alle forze dell’ordine, suo compaesano. L’arma infatti fu trovata proprio in casa del De Dominicis dopo una perquisizione. Per questo scattò l’arresto, per il poliziotto infedele il fermo di polizia giudiziaria poi convalidato.

Entrambi sono finiti sotto processo e condannati in abbreviato: 3 anni e 8 mesi per il poliziotto, 4 anni per l’acquirente. Sentenza di primo grado oggi, appunto, confermata.

Dietro a questo grave episodio nessun legame con la criminalità, ma una triste e dolorosa vicenda privata fatta di indigenza e miseria, di una vita naufragata tra fallimenti personali e tracolli economici, di uno stipendio azzerato da mutuo, prestiti e alimenti. A far crollare il vice sovrintendente, dopo 26 anni trascorsi in polizia, è stato l’ennesimo pignoramento, quello che ha cancellato ogni possibilità di rinascita e riscatto. Una brutta storia in cui anche il destino ha giocato la sua parte.