MITRAGLIETTA RUBATA IN CASERMA, IL POLIZIOTTO CONFESSA:”ERO SUL LASTRICO”

Resta in carcere Domenico Cennamo, il 45enne vice sovrintendente della polizia di Stato arrestato mercoledì scorso per aver sottratto dall’armeria della Questura di Lecce una pistola mitragliatrice Beretta M12 (con relativo caricatore contentente 32 cartucce 9×19 parabellum) e averla venduta a un pregiudicato di Merine, Pietro Paolo De Dominicis, 52enne con precedenti legati allo spaccio di stupefacenti. Il gip Stefano Sernia ha convalidato il fermo di Cennamo e disposto la custodia cautelare in carcere del poliziotto, che si trova nel casa circondariale di Borgo San Nicola. Il 45enne ha ammesso, così come aveva fatto dinanzi ai dirigenti della questura e al pubblico ministero di turno, le proprie colpe. Una lunga e amara confessione ripetuta questa mattina anche dinanzi al giudice nel corso dell’udienza di convalida, alla presenza del suo legale, l’avvocato Laura Minosi.

Dietro a questo grave episodio nessun legame con la criminalità, ma una triste e dolorosa vicenda privata fatta di indigenza e miseria, di una vita naufragata tra fallimenti personali e tracolli economici, di uno stipendio azzerato da mutuo, prestiti e alimenti. A far crollare il vice sovrintendente, dopo 26 anni trascorsi in polizia, è stato l’ennesimo pignoramento, quello che ha cancellato ogni possibilità di rinascita e riscatto. Una brutta storia in cui anche il destino ha giocato la sua parte.

Dopo la notifica Cennamo è tornato a Merine e in un bar ha incontrato De Dominicis che, come tutti in paese, era a conoscenza della sua grave situazione economica. Il 52enne gli ha offerto duemila euro per l’arma, riuscendo a cancellare le perplessità del poliziotto, distruggendo, di fatto, la sua vita. Al giudice ha raccontato di non sapere per quali fini dovesse essere utilizzata l’arma. I due si sono dati appuntamento dopo la mezzanotte nei pressi di una pizzeria vicino alla questura. Il vice sovrintendente ha nascosto l’arma sotto il sedile e ha ricevuto mille euro. Il giorno dopo avrebbe dovuto incassare la seconda parte, ma non ne ha avuto il coraggio e, stretto nel senso di colpa, si è presentato in questura, dove ben presto ha dovuto fare i conti con i suoi errori. Un ispettore, infatti, lo ha visto aggirarsi con fare sospetto in armeria e ha avvertito i suoi superiori. La successiva verifica ha subito evidenziato la sottrazione di una pistola mitragliatrice.

Messo alle strette, alla presenza del capo di gabinetto, Cennamo ha subito confessato, consegnando pistola, tesserino e 980 euro. Poi, con gli agenti della Squadra mobile, si è recato a casa di De Dominicis, dove gli investigatori hanno recuperato la Beretta M12, nascosta sull’armadio in camera da letto. Dopo essere stato arrestato per detenzione illegale di arma da guerra, il 52enne è stato colto da malore e trasferito d’urgenza in ospedale. Il gip ha convalidato l’arresto e, dopo aver ricevuto parere favorevole dal suo legale, l’avvocato Elvia Belmonte, ha rinviato l’interrogatorio.