POLIZIOTTO RAPINATORE, FERMAVA GLI AUTOMOBILISTI CON LA PISTOLA D’ORDINANZA E LI DERUBAVA

L’uomo, un quarantenne assistente capo della Questura di Roma, avrebbe compiuto, nel febbraio scorso, quattro colpi nel giro di 48 ore, in una zona della capitale compresa tra la Tangenziale Est e l’Olimpica. Il bottino complessivo si aggirerebbe intorno a poco più di 600 euro e fatale, per l’uomo e per il suo complice, è stata la denuncia di un automobilista che lo avrebbe riconosciuto come agente di polizia e che si era rivolto al commissariato di Primavalle. Le indagini avviate dai colleghi hanno permesso una rapida identificazione del poliziotto-rapinatore, che aveva ammesso subito le sue colpe: «Sì, sono stato io. Ho sbagliato, ero impazzito, avevo bisogno di soldi».

L’agente, immediatamente sospeso dal servizio, ha chiesto, insieme al cognato, davanti al pm Andrea Cusani, il rito abbreviato, che in caso di condanna garantirà lo sconto di un terzo della pena. Ora la decisione spetta al gip Clementina Forleo. Non è la prima volta che agenti della polizia, a Roma, smascherano un collega per delle rapine: già nel 2015 un agente del commissariato Aurelio, in compagnia di un complice, aveva rapinato con la minaccia della pistola d’ordinanza in tre occasioni alcuni passanti ed era stato condannato a 4 anni e otto mesi col rito abbreviato. In quel caso, a incastrare la strana coppia di rapinatori, era stata una fiancata rigata dell’auto, come testimoniato dalle loro vittime.

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