Polizia, “In pensione a 62 anni su base volontaria.” Una possibile soluzione per fronteggiare la carenza di personale

In un’interrogazione dell’on. Stefania Ascari (M5S) e Del Sesto (M5S) al Ministro dell’Interno si affronta la tematica della mancanza di turn over nella polizia di stato prospettando alcune soluzioni.

“La carenza degli organici delle forze dell’ordine sta assumendo grande rilievo negli ultimi mesi – si legge nel testo dell’interrogante – carenze che dovevano essere compensate attraverso procedure concorsuali che, stante il perdurare dell’emergenza, sono state rallentate o sospese”

“Secondo il sindacato Siulp – sottolineano le onorevoli Ascari e Del Sesto – ci saranno circa 18mila pensionamenti da qui al 2023, soprattutto di personale del ruolo dei sovrintendenti e degli ispettori, ruolo, quest’ultimo, che rappresenta l’anello di congiunzione tra l’area dirigenziale e quella operativa per la corretta ed efficace esecuzione dei servizi a garanzia della sicurezza pubblica;

Se non si dovesse intervenire in maniera rapida e immediata non si sarà in grado di sopperire alle carenze dell’organico complessivo e dei ruoli intermedi, con un rallentamento di un turn-over che, già prima dell’inizio dell’emergenza, era approssimato per difetto, compromettendo l’operatività dell’amministrazione della pubblica sicurezza, con forti ripercussioni sulla funzionalità e la stessa tenuta del sistema sicurezza;

tale carenza quantitativa assurge ad emergenza se la si considera per l’aspetto qualitativo considerato che le persone che andranno in pensione hanno tutti un know how che non potrà essere trasferito ai nuovi assunti a causa del blocco delle assunzioni e dei gravi ritardi che le norme anti Covid-19 impongono alle procedure concorsuali e alle procedure formative all’interno della polizia di Stato;

tra le soluzioni prospettate dal suddetto sindacato – evidenziano le on. Ascari e Del Sesto- vi sarebbe la possibilità, su base volontaria, di prolungare di uno o due anni la permanenza in servizio oltre il limite di età ordinamentale, come già fatto, per ragioni meno contingenti, a metà degli anni ’80, evitando di perdere preziose esperienze professionali, e consentendo di superare la sospensione delle procedure concorsuali; il differimento delle procedure concorsuali interne per la progressione di carriera rischia di impedire ad un considerevole numero di poliziotti, prossimi alla pensione, di poter godere degli effetti che deriverebbero nel caso in cui questi dovessero risultare utilmente collocati nella graduatoria dei vincitori, e quindi assurgere alla qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria che, a situazione invariata, sarebbe proprio la qualifica che maggiormente risentirebbe del normale turn over;

“Un’altra soluzione – concludono le interroganti – riguarda il concorso interno per 501 vice ispettori, che ha visto completare l’ultimo ciclo dell’XI corso, e per il quale si auspica l’assunzione degli ultimi 154 vincitori attraverso lo scorrimento della graduatoria.

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