PATTUGLIA SOSTA DAVANTI ALLA VETRINA I NEGOZIANTI PICCHIANO I CARABINIERI

Due
arrestati e sette carabinieri feriti. Pugni, botte, e anche un morso a un
militare della compagnia di Adria. E’ stata una notte piuttosto movimentata
quella di sabato a Rosolina dove, per un motivo futile, si è scatenato un
parapiglia che ha visto finire all’ospedale sette rappresentanti delle forze
dell’ordine per ferite giudicate guaribili tra i tre e i venti giorni.

La
«miccia» si è accesa attorno all’una e trenta, davanti al negozio di calzature
del commerciante 55enne Francesco Boccato. Una gazzella dei carabinieri
parcheggiata davanti al negozio ha dato fastidio al negoziante che, forse in
preda ai fumi dell’alcol, è uscito insultando in malo modo le forze dell’ordine
con epiteti come «terroni». I militari hanno cercato di riportare la calma, ma
senza successo. Boccato avrebbe poi cercato di aizzare il proprio pit bull, in
quel momento non legato, contro le forze dell’ordine scagliandosi contro di
loro.

Ne è
nato un parapiglia 
fatto di pugni e schiaffi, al quale si è
aggiunto anche il figlio del negoziante Nicolas, 24 anni. La situazione ha
fatto sì che davanti al negozio di scarpe arrivasse anche una seconda autoradio
dell’Arma, e altri due carabinieri in borghese. In qualche modo gli otto, uno
dei quali morso a sangue su una spalla dal 55enne, sono riusciti ad avere la
meglio del commerciante e del figlio mentre il pit bull non ha avuto parte
alcuna nel parapiglia. Immediato l’arresto per i due rosolinesi con le
contestazioni di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Per il
carabiniere morsicato sono in corso accertamenti medici più approfonditi allo
scopo di escludere infezioni. Sabato mattina al processo per direttissima il
difensore dei due Boccato, l’avvocato Laura Tosini, ha chiesto e ottenuto un
rinvio al 29 giugno.