Otto poliziotti si dimettono dopo elezione: ora rischiano il posto. Il duro intervento del sottosegretario all’interno, “Cambieremo la legge su aspettativa”

Nel comune di Carbone 8 poliziotti si sono candidatie, una volta eletti, hanno dato le dimissioni. Il caso è approdato in Parlamento conseguentemente ad un’interrogazione dei deputati Gelmini e Zavattin (entrambi FI). Riportiamo di seguito la dura risposta del sottosegretario all’Interno, Achille Variati.

“Confermo che nei confronti di otto appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato che si sono lì, in quel comune candidati, e hanno successivamente rassegnato le dimissioni dalla carica, è stato disposto l’avvio di un procedimento disciplinare. Il comportamento assunto – lo dico con estrema chiarezza, sentito anche il Capo della polizia – dai predetti all’esito della consultazione elettorale è stato ritenuto deontologicamente non corretto, per avere gli stessi disatteso le aspettative riposte in loro innanzitutto dagli elettori, in virtù della nota appartenenza alla Polizia di Stato: comportamento che ha creato un grave danno all’immagine e al prestigio dell’amministrazione, anche per essere stato ripreso da media locali e nazionali.

Per tali motivi l’avviato procedimento disciplinare, per la gravità delle condotte che si prospettano, potrà configurare una sanzione superiore alla mera deplorazione, quale la sospensione o la destituzione dal servizio. Ricordo che in base all’articolo 81, comma 2, della legge n. 121 del 1981 gli appartenenti alle Forze di Polizia candidati ad elezioni politiche o amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni, dal momento dell’accettazione della candidatura per tutta la durata della campagna elettorale. Questo Ministero non esclude l’opportunità di rivedere tale norma, intervenendo in un’ottica di uniformità di trattamento di tutto il pubblico impiego.”

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