Ore di interrogatorio per il tabaccaio che ha ucciso un ladro: «Ero con mio figlio e ho sentito dei rumori, ho sparato per difendermi»

«Mi sono soltanto difeso», è questa la linea tenuta daltabaccaio Sandro Fiorelli, 58 anni, di fronte ai carabinieri che lo hanno interrogato per ore in caserma. La stessa seguita in numerosi casi analoghi che si sono registrati in un passato anche recente. Saranno le perizie balistiche, l’incrocio delle testimonianze di chi era presente, la ricostruzione dell’esatta dinamica a dover stabilire se davvero si è trattato di legittima difesa o se invece ci sia stato un eccesso colposo. In questo caso la posizione giudiziaria di chi ha sparato sarebbe diversa, più gravi le conseguenze penali.

Così il tabaccaio ha ricostruito quanto accaduto a Frosinone: «Stavo tornando dal lavoro nella mia villetta con mio figlio e quando sono entrato in casa ho sentito dei rumori. Ho capito che c’era qualcuno al piano superiore e allora ho preso il fucile perché mi sono spaventato. Sono uscito di casa e mentre facevo il giro della villetta un uomo mi si è parato davanti. Impugnava una pistola, me l’ha puntata contro e a quel punto ho sparato».

Secondo il racconto di Fiorelli il ladro non era da solo, «ma quando ha capito che in casa era entrato qualcuno, è uscito dalla porta finestra del piano superiore che consente di uscire, ed evidentemente voleva scappare, ma quando mi ha visto stava per fare fuoco e invece io ho sparato per difendermi». Saranno i carabinieri del comando provinciale di Frosinone guidati dal colonnello Alfonso Pannone e del reparto operativo, coordinati dal tenente colonnello Andrea Gavazzi a verificare se la ricostruzione fatta dal proprietario sia attendibile. Su questo si gioca l’esito dei primi accertamenti e dunque la decisione di denunciare Fiorelli, di disporne il fermo oppure lasciarlo libero, anche se si decidesse di contestare l’eccesso colposo di legittima difesa.Un precedente analogo a quanto accaduto ieri sera è quello dell’8 giugno 2019 quando tre ladri assaltarono una ricevitoria a Pavone Canavese, in provincia di Torino. Il titolare, che abita al piano di sopra, scese armato di pistola Taurus 3.57 magnum regolarmente detenuta, fece fuoco uccidendone uno. Un mese fa la Procura ha chiuso le indagini e il tabaccaio Franco Iachi Bonvin,67 anni, è stato indagato a piede libero per eccesso colposo di legittima difesa avendo per «negligenza, imprudenza e imperizia, esploso vari colpi d’arma da fuoco di cui uno mortale». La vittima: Ion Stavila, moldavo, aveva 24 anni, incensurato.

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