Muore a 55 anni il Vice Questore Ariela Turchi: il cordoglio della Polizia di Stato
Il dolore della questura: una dirigente apprezzata per professionalità e umanità
GROSSETO. Una figura stimata, una professionista apprezzata, una collega ricordata da tutti come una persona di grande umanità, sempre presente e disponibile. È morta all’improvviso la vice questora Ariela Turchi, 55 anni, fino allo scorso dicembre in servizio alla questura di Grosseto.
Il ricordo che resta tra colleghi e conoscenti è quello di una donna dal bel carattere, pronta ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. In tanti, all’interno dell’ambiente di lavoro, la descrivono con un’espressione che racchiude bene il senso della sua presenza quotidiana: “c’era sempre”, proprio come recita il motto del corpo di Polizia in cui aveva prestato servizio fin dal 1989.
La malattia e la scomparsa improvvisa
La dottoressa Turchi, nel frattempo trasferita a Udine, è stata strappata all’affetto dei familiari e dei colleghi da una malattia diagnosticata soltanto poche settimane fa. Una notizia che ha colpito profondamente chi aveva condiviso con lei anni di lavoro e di servizio.
La sua scomparsa lascia un segno forte anche a Grosseto, città in cui aveva lavorato a lungo e dove aveva saputo costruire rapporti professionali e umani solidi, basati su competenza, disponibilità e senso del dovere.
Gli anni a Grosseto e gli incarichi dirigenziali
Ariela Turchi ha prestato servizio a Grosseto dal 2018 al 2025, ricoprendo nel capoluogo maremmano diversi incarichi dirigenziali. È stata dirigente delle volanti, dirigente della polizia amministrativa e anche dirigente dell’ufficio del personale.
Ruoli delicati e centrali nell’organizzazione della questura, affrontati con quella professionalità che le viene riconosciuta da chi ha lavorato al suo fianco. Proprio a Grosseto aveva consolidato una reputazione fatta non solo di preparazione e affidabilità, ma anche di attenzione verso colleghi e colleghe.
Il trasferimento in Friuli e la nuova responsabilità
Lo scorso dicembre era arrivato il trasferimento in Friuli. Un nuovo passaggio della carriera che l’aveva portata a ricoprire un incarico di rilievo: era stata infatti destinata come dirigente del commissariato di Cividale e, contemporaneamente, di quello di Tolmezzo.
Un riconoscimento importante nel suo percorso professionale, interrotto però bruscamente dalla malattia che, nel giro di poche settimane, l’ha portata via.
Una carriera lunga e articolata, iniziata nel 1989
Il percorso nella Polizia di Stato di Ariela Turchi era iniziato nel 1989. Dopo le prime esperienze maturate negli anni Novanta presso i commissariati di Biella e Carrara, aveva ottenuto anche il brevetto da pilota di elicottero, un elemento che ha segnato in modo significativo la sua carriera.
Proprio grazie a quella specializzazione, dal 1997 al 2000 aveva prestato servizio presso il VII reparto volo di Abbasanta. Successivamente, fino al 2009, aveva lavorato al reparto volo di Firenze.
Dai reparti volo alla dirigenza
Nel 2009 era stata promossa dirigente del reparto volo di Fenosu, in Sardegna, incarico ricoperto fino al 2015. In seguito, dal 2015 al 2018, aveva guidato il reparto volo di Reggio Calabria.
Dal 2018 era poi arrivata a Grosseto, dove ha proseguito il suo percorso dirigenziale lasciando un ricordo profondo tra quanti l’hanno conosciuta. Nel capoluogo maremmano era considerata una presenza autorevole ma al tempo stesso vicina alle persone, apprezzata non soltanto per le competenze professionali, ma anche per le sue doti umane.
Il cordoglio della Polizia di Stato di Grosseto
Per questo motivo l’intero corpo della Polizia di Stato in servizio presso la questura di Grosseto ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia, custodendo il ricordo della collega scomparsa.
Un cordoglio sentito, che racconta meglio di ogni formula il segno lasciato da Ariela Turchi nel suo passaggio in Maremma e nei tanti incarichi ricoperti nel corso della sua carriera.
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