Ministra Elisabetta Trenta: “Leva obbligatoria non ci sarà, non abbiamo caserme, risorse e necessità”

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha rilasciato un’intervista su ‘Il Giornale’, in cui chiarisce che la leva obbligatoria non ci sarà. La Lega l’aveva annunciata in più di un’occasione durante la campagna elettorale.

Il servizio militare obbligatorio era stato l’allora ministro della Difesa Sergio Mattarella, nel 2000, a sospenderla: venne poi abolita ufficialmente nel 2004 con la legge Martino, e dal 2005 i cittadini italiani non sono più obbligati a svolgere il servizio di leva militare. Per la ministra si tratta solo di un’idea “romantica”, anacronistica: “Penso che la leva sia inadeguata rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Abbiamo un esercito di professionisti che deve restare tale, e non abbiamo neanche le caserme, le risorse, ma soprattutto non c’è la necessità di sostenere, al momento, una leva così come la ricordiamo”.

La proposta del Carroccio viene da lontano. Un anno fa Matteo Salvini, in piena campagna elettorale, lanciava l’ipotesi di una leva obbligatoria per uomini e donne, per sei mesi: “Ognuno lo svolgerebbe nel suo territorio, senza fare il giro d’Italia come si faceva una volta, garantendo nozioni di pronto soccorso, protezione civile, pronto intervento, per educare alla convivenza e al rispetto”. Uno degli ultimi a parlarne è stato il leghista Gianpaolo Bottacin, assessore alla Protezione civile della regione guidata dal governatore Luca Zaia, che in Veneto ha proposto un progetto di legge di iniziativa regionale per la reintroduzione della leva obbligatoria per tutti i cittadini italiani tra i 18 e i 28 anni per un periodo di otto mesi, con la possibilità di sostituirla con il servizio civile in alternativa.

Per quanto riguarda le risorse da destinare alle forze armate la ministra della Difesa ha detto: “Nella legge di bilancio, abbiamo inserito un piano di recupero di 500 milioni, ottimizzando rispetto alle priorità del momento. Tutto ciò che è strategico per il Paese non sarà toccato, come l’industria. Non c’è nessuna intenzione di barattare la sicurezza dell’Italia”. Novità in arrivo per il personale civile: “Sto dando una grande importanza ai civili. L’ho dimostrato tenendo per me la delega ai sindacati. In questo momento si sta lavorando molto su un dossier che riguarda la formazione, che partirà a breve, per circa 3 mila civili. Grazie alle assunzioni straordinarie autorizzate dalla legge di bilancio, nel triennio 2019-2021 sono ora garantite alla Difesa almeno 1.147 assunzioni di personale civile con profilo ‘tecnico’, in linea con il piano emergenziale tracciato”.

La ministra Trenta ha poi parlato dell‘arresto di Cesare Battisti, rivendicando il successo del governo giallo-verde: “I risultati della determinazione, quando c’è, si vedono. Questo governo ha lavorato sodo ed è stato molto determinato per fare in modo che finalmente si assicurasse un terrorista all’Italia e che si desse giustizia alle famiglie delle vittime. Sono cambiate anche le condizioni in Brasile, con il nuovo governo. Questo ha dato una spinta, però sicuramente noi abbiamo operato con grande convinzione ed è giusto che Battisti paghi nel nostro Paese per quello che ha fatto”.

Per quanto riguarda, invece, la questione dei ‘porti chiusi‘, secondo la ministra pentastellata non c’è stato alcuno scontro tra il premier e Di Maio da una parte e Salvini dall’altra: “Noi diciamo le cose in maniera diversa in questo governo, ma l’obiettivo che vogliamo raggiungere è lo stesso, ovvero sensibilizzare l’Europa, perché un’Europa che non sia solidale sul settore delle migrazioni è un’Europa che perderà nel futuro. Le migrazioni non sono un fenomeno che finirà presto. Credo che Conte e i ministri interessati stiano facendo un ottimo lavoro. Come Paese non siamo in grado da soli di farci carico dell’emergenza”.