Editoriale

MILITARI E FORZE DI POLIZIA: DPR PUBBLICATI MA NIENTE ARRETRATI 2016/2017

Un rinnovo contrattuale del Comparto Sicurezza e Difesa che come c’era da aspettarsi sta dando vita a numerose polemiche da parte del personale destinatario. Polemiche che sembravano terminate con la pubblicazione dei D.P.R. relativi al recepimento dell’accordo sindacale. Invece, come vi spiegheremo di seguito, il consueto “zampino” burocratico farà slittare nuovamente il pagamento degli arretrati.

La Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2018 ha pubblicato i d.P.R. n. 39 e n. 40 datati 15 marzo 2018, che recepiscono, rispettivamente, l’accordo sindacale e i provvedimenti di concertazione per il personale non dirigente delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e quello delle Forze Armate, relativi al triennio normativo ed economico 2016-2018.

La pubblicazione dei citati provvedimenti consente di procedere da subito al pagamento sia dei nuovi trattamenti economici (inclusa la rivalutazione delle misure del lavoro straordinario dal 1° gennaio 2018) sia degli “arretrati” (anni 2016/2017), ad eccezione degli importi una tantum 2016 e 2017 che, per ragioni tecniche evidenziate dal MEF a tutte le Amministrazioni del Comparto, saranno liquidati dopo l’adozione di un Decreto Ministeriale in fase di predisposizione a cura di quel Dicastero.

Purtroppo – scrive in una nota il delegato Co.Ce.R. Carabinieri Giuseppe La Fortuna – per un intoppo burocratico non prevedibile nè imputabile all’Arma, non sarà possibile, per il mese di maggio, per problemi legati ad autorizzazioni da parte del Mef, valide per tutto il comparto Difesa-Sicurezza, elargire gli una tantum per il 2016 e 2017, per i quali si procederà con la prima mensilità utile successiva al compimento dell’iter burocratico da parte del Mef.

Gli assegni “UNA TANTUM”  – specifica La Fortuna – sono pari a 61,32 per il 2016 e ad 202,80 per il 2017, unico emolumento che non sarà corrisposto questo mese e sarà con ogni probabilità erogato il mese prossimo. Resta ferma la corresponsione di tutti gli aumenti previsti a partire dal 1° gennaio 2018 con il relativi arretrati.

 

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