MILITARE LITIGA CON LA FIDANZATA ED IL COMANDO LO ASSEGNA AL PERSONALE CIVILE. IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO

A seguito di un violento diverbio con la fidanzata e della segnalazione effettuata dalla stessa, il ricorrente, militare in servizio in Liguria, era sottoposto a visita presso l’infermeria del Comando regionale e riconosciuto ammalato, con prognosi clinica di venti giorni.

In una prima visita di accertamento era stato dato l’ok alla prosecuzione del servizio, ma alcuni esami successivi avevano certificato nel militare elementi di “fragilità personologica in pregresse occasionali propensioni voluttuarie (alcool)”.

Gli veniva somministrato, quindi, il test di Rorschach presso il Dipartimento militare di medicina legale della Spezia: la conseguente diagnosi evidenziava, tra l’altro, che “il soggetto ha una personalità fortemente introversiva”; “emergono inoltre delle tendenze aggressive che il militare cerca di reprimere e controllare”.

La Commissione medica ospedaliera della Spezia, quindi, ritenendo che “il profilo personologico del militare, anche alla luce degli eventi intercorsi, non soddisfa i requisiti di sicurezza tecnica, efficacia ed attenzione che il ruolo ed il profilo di appartenenza richiedono”, lo giudicava non idoneo permanentemente al servizio militare incondizionato in modo assoluto.

L’interessato contestava tale valutazione con ricorso amministrativo e chiedeva di essere sottoposto ad ulteriori accertamenti da parte della Commissione di seconda istanza che, previ esami ematici (negativi relativamente a recenti abusi di sostanze alcoliche) e visita psichiatrica (con diagnosi di “tratti introversivi e di fragilità emotiva”), confermava il giudizio di non idoneità. Nel settembre 2017, il militare è stato trasferito tra il personale civile del ministero della Difesa e poi assegnato alla base di Sanremo.

Il ricorrente si è dunque rivolto al Tar Liguria, che con recente sentenza ha sottolineato come la valutazione di non idoneità non derivasse dall’accertamento “di un ben definito quadro psico-patologico” del militare.

Nell’uomo, in altre parole, non sono stati riconosciuti precisi (e gravi) disturbi psichiatrici che gli impediscano di continuare a svolgere il servizio. È ben difficile, fanno poi notare i magistrati del tribunale amministrativo, che il profilo del militare, “già valutato positivamente in sede di reclutamento, possa aver subito una così radicale modificazione nell’arco di pochi anni”. In più, fanno notare dal Tar, per stabilire l’inidoneità al servizio non era stata presa in considerazione la visita psichiatrica all’Asl 3 di Genova, che aveva escluso gravi disturbi nell’uomo. Un fatto che rende automaticamente illegittimi i provvedimenti impugnati dal militare.