VOTANO PER CASAPOUND, DUE MILITARI PICCHIATI : “CI HANNO ATTACCATO IN DIECI”

Una nuova aggressione, dopo quella di pochi giorni fa. Altri due militari simpatizzanti di  CasaPound sono stati assaliti da un branco di antifascisti e pestati. Lo denuncia CasaPound sulla sua pagina Facebook a pochi minuti dalla chiusura delle urne. L’antifscismo colpisce di nuovo contro due soldati “colpevoli” di aver votato per la formazione di destra.

“Seconda aggressione antifascista in pochi giorni a Livorno, dopo quella che ha visto protagonisti un paracadutista della Folgore e la sua compagna incinta – si legge nella nota – Due militari sono stati assaltati ieri sera in un locale della città toscana da una decina di antifascisti che li avevano sentiti parlare del voto a CasaPound. A raccontare la vicenda è stato proprio uno dei due militari, che ha scritto alla pagina Facebook di CasaPound, spiegando: “Ci hanno attaccato in dieci, e noi eravamo solo due, dandoci dei fascisti e dei sostenitori di CasaPound”.

Secondo quanto raccontato dal giovane a Cpi, non sarebbe stata al momento sporta denuncia. Ma l’obiettivo del militare era quello di “voler far sapere l’accaduto per spiegare che queste azioni non intimidiscono chi vuole impegnarsi per migliorare il paese ed esprimere liberamente il proprio voto”.

Il movimento di destra è stato negli ultimi giorni vittima di diversi raid punitivi da parte di incappucciati e simpatizzanti della sinistra. L’espisodio più grave quello di una settimana fa, sempre a Livorno, quando un parà della Folgore e la sua compagna incinta sono stati aggrediti da un gruppo di persone in piena notte. Il militare è rimasto ferito e per qualche ora si è creduto potesse perdere un occhio. Poi a Taranto, il giorno dopo, un candidato al Senato e un amico 70enne sono stati circondati e picchiati mentre camminavano per le vie della città.


Abbiamo chiamato il militare per esprimergli la nostra solidarietà – afferma Eugenio Palazzini, coordinatore di CasaPound in Toscana – Per fortuna i due ragazzi non hanno riportato gravi ferite, solo qualche contusione. Eppure questo non rende meno grave quanto avvenuto: oramai non si tratta nemmeno più di un attacco nei confronti dell’avversario politico, ma di un pestaggio intimidatorio nei confronti di un semplice elettore, neanche fossimo dentro Gomorra. Per l’ennesima volta chiediamo al governatore Rossi di prendere le distanze da quanto sta accadendo e di intervenire per ripristinare la legalità a Livorno e in Toscana. Lui, come Grasso Boldrini, non dimentichino che prima di pensare al piccolo interesse del loro partito, dovrebbero pensare al benessere degli italiani, visti i loro incarichi istituzionali. Stesso discorso per il sindaco Nogarin: va bene prendere le distanze, ma Livorno non può essere terra di nessuno dove non solo non è garantita l’agibilità politica di tutti ma nemmeno i cittadini possono più parlare liberamente senza rischiare“.