MILANO, VOLANTINI CHOC ANTI-CARABINIERI

(di Nicola Palma) – Milano, 15 marzo 2018 – Le segnalazioni  sono arrivate ieri mattina da via Meda e viale Tibaldi. Giunti sul posto, i carabinieri del Radiomobile hanno rinvenuto i volantiniappiccicati nella notte sui muri e vicino alla pensilina della fermata dell’autobus: «Raddrizza la mira, riconosci il nemico», lo slogan.

Di fianco, il contorno di un cuore nerocon all’interno due figure riconoscibili: quella di un carabiniere armato di pistola e quella di un uomo con un coltello in pugno e la croce celtica sul lato sinistro del petto. In totale,quindici manifestini di «solidarietà alle persone migranti» con due chiari bersagli: le forze dell’ordine e gli estremisti di destra. «Non è aumentando soldati e polizia nelle strade che la vita sarà più sicura – si legge – perché le guardie sono sempre i servi dei padroni». Ideatori del raid: i movimenti antagonisti, con ogni probabilità.

Il raid con volantini, il cui ritrovamento è stato segnalato alla Procura dai militari del Nucleo informativo di via Moscova, si inserisce in un contesto di alta tensione tra antifascisti e formazioni neofasciste. Sì, perché in queste settimane si è assistito a una serie di provocazioni da una parte e dall’altra.

Solo per citarne alcuni, partiamo dall’ultimo in ordine di tempo: lo sfregio alla lapide di via Mancinelli che ricorda Fausto Tinelli e Iaio Iannucci, i due militanti del centro sociale Leoncavallo uccisi il 18 marzo di quarant’anni fa. E ancora: qualche tempo prima, era stato preso di mira un ventenne ritenuto vicino a CasaPound e Blocco Studentesco, che si era ritrovato a cinquanta metri da casa la scritta «La tua testa come trofeo» con tanto di nome e cognome accanto. Senza dimenticare l’imbrattamento del murale per Sergio Ramelli in via Paladini. Già, Ramelli: il 29 aprile, giorno della tradizionale commemorazione, si avvicina. E la tensione continua a salire.

(Il Giorno)

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