L’OMOGENIZZAZIONE STIPENDIALE DEGLI UFFICIALI: CAPITANI, MAGGIORI E TEN. COL. PAGATI DA COLONNELLI. INTERROGATO IL MINISTRO

Correva l’anno 2002 quando, con l’allora governo
Berlusconi, si adottarono le “Disposizioni in
materia di armonizzazione del trattamento giuridico ed economico del personale
delle Forze armate con quello delle Forze di polizia”.

Un bel regalo di Natale che, in buona sostanza, estendeva
gli stessi benefici economici di un Colonnello o di un Generale di Brigata agli
ufficiali che, di fatto, non lo erano, ma che avevano l’esclusivo requisito di
15 anni di servizio nel primo caso, 25 nel secondo. Ecco il messaggio diffuso allora dallo Stato Maggiore.
Abbiamo detto come unico requisito l’anzianità,
sebbene fosse anche prevista la postilla “senza demerito”, ma si sa, che tale
capacità appartiene alla stragrande maggioranza degli uomini in servizio.
Ebbene dopo il clamore iniziale destato dalla “buona”
novella, negli anni successivi sembrava che il personale militare si fosse
rassegnato a tale “disomogeneità” di trattamento anche nella sempre accesa
speranza che tale normativa ponesse le basi per un riconoscimento oggettivo
dei sacrifici di tutti, ufficiali, sottufficiali e truppa. Ma a distanza di
oltre 10 anni nulla è cambiato.
 
Sin quando, come un fulmine a ciel sereno, la trasmissione Striscia La Notizia manda in onda, a gennaio, la denuncia di un asserito
sottufficiale, il quale, con cifre grossolane, segnala come il trattamento
economico corrisposto agli ufficiali delle forze armate e ai direttivi delle
forze di polizia non sia proporzionato alla quantità e qualità del lavoro.
Conseguentemente a tale denuncia i senatori M5S MARTON, CRIMI E SANTANGELO, hanno chiesto al Ministro della Difesa, lo scorso 17 marzo, di eliminare il
privilegio retributivo e ripristinare la scansione economica della progressione
in carriera degli ufficiali.
In particolare, si legge nell’interrogazione, “a
parere degli interroganti le stesse disposizioni sono quindi in contrasto con
il principio costituzionale della retribuzione proporzionata alla quantità e
qualità del lavoro (art. 36 della Costituzione); ci sono tenenti colonnelli o
vice questori aggiunti che non riescono o non meritano di essere promossi
dirigenti
e terminano la carriera con questo grado o questa qualifica e
quindi è irragionevole scindere il percorso professionale dal trattamento
economico”.
Aspettiamo la risposta del Ministro.

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