L’Italia investe sempre di più nella Difesa. Guerini: “essenziale la difesa spaziale”


Ieri, 22 ottobre 2020, è iniziato l’appuntamento di due giorni dell’incontro Ministeriale NATO. L’incontro, che a causa della situazione sanitaria globale si è svolto in videoconferenza, è stato presieduto da Jens Stoltenberg, segretario generale dell’organismo, e ha partecipato anche Lorenzo Guerini, ministro della Difesa.

I temi affrontanti sono e saranno diversi. Uno dei più importanti è il Burden Sharing, ossia la condivisione degli oneri riguardanti le spese di difesa da parte di tutti gli Stati Membri della NATO. Come ben sappiamo questo è un tema su cui i paesi europei spesso sono stati attaccati da Trump, il quale afferma che gli USA continuano a essere lo stato che investe le maggiori risorse economiche nell’Alleanza Atlantica.


L’Italia sta però cercando di riallinearsi al budget, infatti il ministro Guerini ha affermato che il nostro paese è riuscito a “mantenere invariate le spese per la Difesa nel 2020”, nonostante la crisi economica causata dall’epidemia di coronavirus, e che rimane l’impegno di allineare la spesa italiana alla media dei membri dell’Unione Europea.

Un’affermazione che rappresenta dunque il rinnovato impegno nei confronti dell’alleanza atlantica. Questo rinnovato investimento economico non è importante solo nell’ottica di partecipazione alla NATO, Guerini, infatti, ha affermato che “le risorse destinate alla Difesa rappresentano una leva strategica per l’economia del pase, oltre che un indispensabile investimento per garantire la nostra sicurezza”.
Queste risorse verranno investite non solo nei reparti più tradizionali, perché sono sempre di più le sfide che interessano l’ambito della sicurezza nazionale: partendo dalla difesa dello spazio extra-atmosferico, quindi satelliti e programmi di esplorazione spaziale, passando per la sicurezza cibernetica, le nuove tecnologie richiedono un relativo adeguamento delle infrastrutture. Il piano strategico prevede che queste nuove capacità e nuovi sistemi di difesa siano interconnessi e con un alto grado di interoperatività, costruendo dunque una rete che sia efficiente nei cinque domini di interesse: terrestre, marittimo, aereo, cibernetico e spaziale.

Ovviamente per finanziare strutture di questo tipo è necessario avere un budget importante, motivo per cui il budget messo a disposizione per la Difesa è stato fissato a 22,9 miliardi di euro, circa 1,38% del Pil, in aumento rispetto al 1,15% dell’anno scorso.

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