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ESERCITO: 21 SPARI DI CANNONE PER MATTARELLA. ECCO COSA PREVEDE LA TRADIZIONE

Indossavano l’uniforme della Prima Guerra mondiale – in occasione del
centenario della Grande Guerra – i militari dell’Esercito che stamani hanno
sparato 21 colpi di cannone a salve dal piazzale Giuseppe Garibaldi, al
Gianicolo, nel preciso momento in cui il neo eletto presidente della
Repubblica,
Sergio Mattarella, ha pronunciato la formula del giuramento. Ogni
colpo di cannone (quattro militari per ciascuno dei sei obici di calibro
105/14) è stato sparato con una cadenza di 30 secondi salutando, cosi, il
presidente della Repubblica, capo delle Forze Armate.

La salva di saluto indica lo sparo contemporaneo di più armi da fuoco
verso lo stesso bersaglio ed è una manifestazione militare di rispetto:
sparando con tutti i propri cannoni, in modo da scaricarli, si dimostra infatti
l’assenza di intenti ostili. Il primo documento in Italia che attesta la
pratica con la quale con 21 colpi si saluta il nuovo presidente della
repubblica, risale ad un Regio Decreto del 1862. Tuttavia, occorre andare
ancora indietro nel tempo, ai primi del Seicento in Inghilterra, per trovare le
origini di questa tradizione. Al Gianicolo, i militari impiegati in uniforme
storica ai pezzi di artiglieria, sono in forza al Gruppo Addestrativo di stanza
a Bracciano.

L’obice 105/14 modello fu progettato alla fine della prima guerra
mondiale e dal 1957 ha equipaggiato l’Esercito italiano e la maggior parte dei
Paesi occidentali.

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