LA STRUGGENTE LETTERA DI UN MARESCIALLO DEI CARABINIERI: PER MIO FIGLIO E PER LE VITTIME DELLA STRADA CHIEDO SOLO GIUSTIZIA

Sono il Luogotenente Massimiliano Massimi,
Comandante della Stazione Carabinieri di Pescia, il padre di Massimo, uno
splendido ragazzo di diciassette anni che mi è stato portato via
improvvisamente nell’incidente stradale accaduto il 23 ottobre a Ponte
Buggianese.

Tantissima gente ha portato l’ultimo saluto al
diciassettenne morto in un incidente stradale avvenuto  in una strada di
campagna di Ponte Buggianese

Scusatemi se vi disturbo, ma seppure
terribilmente provato dalla immensa tragedia che ha colpito profondamente la
mia famiglia, sento la necessità di esprimere i nostri più sentiti
ringraziamenti per l’affetto, la solidarietà, il corale amore, la partecipata
vicinanza che parenti, amici di famiglia, amici di Massimo, concittadini
pontigiani, dirigenti, insegnanti, compagni di scuola,istruttori e compagni di
sport, rappresentanti e vertici  delle Istituzioni Civili, Militari e
Religiose,  rappresentanti dell’Ordine Francescano Secolare e
dell’Accademia Collegio dei Nobili, colleghi dell’Arma con le loro famiglie, di
tutte le Forze di Polizia e dei Corpi dello Stato, delle  associazioni
combattentistiche d’Arma, delle associazioni di volontariato, ma soprattutto
la immensa folla di gente di ogni ceto ed età provenienti da tutti i luoghi in
cui ho prestato il mio servizio.
Grazie veramente a tutti di cuore. Per me e la mia
famiglia è stato di gran conforto vedere tantissime persone stringerci così
amorevolmente attorno. 

Mio figlio Massimo, il PRINCIPINO, come affettuosamente
lo chiamavano in famiglia, è riuscito a farci sentire il suo amore attraverso
tutti voi.

Massimo era un bravo ragazzo, educato,
intelligente, solare, sempre con quel suo sorriso, che mi rimarrà impresso nel
cuore e nella memoria, che nel momento in cui lo rimproveravo per dei discorsi
o atteggiamenti che non corrispondevano all’educazione che gli abbiamo
impartito, lui mi spiazzava dicendomi: “papà sei antico”. Subito dopo mi
spiegava, con la sua innata simpatia, che il mondo si era evoluto e che nella
vita, qualche volta bisognava dare sfogo anche alle emozioni che si provavano
in quel   determinato momento, uscendo dai canoni rigidi che gli
avevo imposto.

Non sono mai stato un grande appassionato di social
network, al contrario di mio figlio, ma mi hanno detto che in questi giorni la
sua pagina di facebook è inondata di messaggi di solidarietà, cordoglio ed
affetto, ma anche di qualcuno che vuole vendetta.

No, questo non deve assolutamente avvenire. La
vendetta è del Signore così recitano le sacre scritture.
Io rappresentante
dello Stato e della Legge, NON POSSO, NON DEBBO e  NON VOGLIO
vendetta,  ma solo Giustizia

Per mio figlio Massimo, come per tante altre
innocenti vittime, io chiedo solo Giustizia. La sua giovane, ma intensa vita,
non deve essere stata troncata invano. Mi batterò con tutte le mie forze, con
il sostegno del mio Principino dal cielo, facendo appello a tutti coloro che
conosco ed hanno la  massima responsabilità  legislativa ed esecutiva
nella nostra Repubblica, perché legiferino senza perdere ulteriore tempo,
l’ipotesi delittuosa dell’omicidio stradale.

In quasi trenta anni di onorata carriera, diverse
volte, sono stato latore di notizie simili a quella che ho ricevuto io la
serata del 23 ottobre. In queste indicibili circostanze ho sempre cercato di
usare il massimo tatto, la pietas che in questi tragici momenti non solo è
necessaria ma soprattutto doverosa. 
Questo perché già nel 1995 la mia famiglia aveva
subito un analogo evento a quello che ci ha colpito più recentemente. Il 09
giugno di quell’anno, il fratello di mia moglie. Maurizio POGGETTI di 29 anni,
nel comune di Montecarlo, nei pressi della fattoria del  Teso, c’era stato
strappato anche lui inaspettatamente.

Da quel momento ho maturato dentro di me che in
simili circostanze è necessario spogliarsi dell’autorità e mostrare il lato
umano dello Stato.

Forse proprio per questo motivo, anche quando
l’increscioso compito non mi riguardava direttamente perché non avvenuto 
nella mia sfera giurisdizionale, ma in quella immediatamente limitrofa o
comunque nell’ambito della Valdinievole, i miei colleghi mi hanno chiesto di
coadiuvarli in questo arduo compito.

Anche nel momento della tragedia di Massimo, con
mia moglie e mia figlia, abbiamo deciso tutti contemporaneamente di donare i
suoi organi
, perché quando apprendevamo di simili sciagure dai telegiornali, mentre
magari stavamo cenando tutti e quattro insieme, commentavamo favorevolmente,
specialmente Massimo, quel bellissimo gesto di solidarietà dei congiunti
anche nell’estremo dolore.

Così ci è venuto spontaneo farlo e siamo
riusciti nel nostro intento  donando soltanto le sue cornee perché per gli
altri organi non era più possibile. Vivremo nella consapevolezza che un altro
essere umano potrà vedere attraverso gli splendidi occhi del nostro principino.

Alla messa del funerale di Massimo abbiamo
richiesto esplicitamente, attraverso i celebranti, che le offerte raccolte
fossero destinate alla Pubblica Assistenza Croce Oro di Ponte Buggianese.
L’intero ricavato di   2.013,79  euro è
stato  trasformato  in un assegno bancario  circolare,  che
nei prossimi giorni consegneremo ai responsabili di quella meritoria
associazione, perché la utilizzino nella loro attività in ricordo di mio
figlio.

Ora un ultimo pensiero lo voglio rivolgere alle
popolazioni della Valdinievole, ed in particolare ai cittadini di Pescia e Uzzano.
Carissimi, in questi giorni sono lontano dal mio
dovere, ma ci sono i miei collaboratori a cui vi potete tranquillamente
rivolgere con la massima fiducia perché sono militari professionalmente capaci
ed addestrati ad affrontare ogni situazione ed esigenza.

Come sempre, ed ora ancora di più, l’Arma di
Pescia è a vostra completa disposizione. Pronta e solerte per rispondere a
tutte le situazioni ed i bisogni della cittadinanza.
Io in questo momento devo continuare ad
elaborare l’immenso dolore che mi ha colpito, devo essere vicino a mia moglie e
a mia figlia e ai miei parenti, ma vi giuro solennemente che tra pochi giorni
sarò nuovamente il Comandante della vostra Stazione Carabinieri.

Ve lo devo. Lo devo all’Arma dei Carabinieri che mi
conferito questo bellissimo incarico. Lo devo soprattutto al mio principino che
era, è e dovrà essere sempre orgoglioso di suo padre e del ruolo che svolge
nella società .

Grazie ancora a tutti per l’effetto e l’amore che
avete dimostrato a questo servitore dello Stato, alla sua famiglia, ma
soprattutto a Massimo.
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