LA SORELLA DI CUCCHI: “ECCO LA FACCIA DEL CARABINIERE CHE HA UCCISO MIO FRATELLO”

Sono da poco passate le 16.30 quando Ilaria
Cucchi, la sorella di Stefano, il ragazzo morto nel 2009 ad una settimana dal
suo arresto per droga, decide di pubblicare su Facebook la foto di uno dei
carabinieri indagati per la morte del fratello. Non una foto qualunque, ma
quella di un ragazzo sorridente in posa da fotomodello tra gli scogli.

«Volevo
farmi del male – spiega Ilaria -, volevo vedere le facce di coloro che si sono
vantati di aver pestato mio fratello, coloro che si sono divertiti a farlo. Le
facce di coloro che lo hanno ucciso. Ora questa foto è stata tolta dalla
pagina. Si vergogna? Fa bene». Parole dure che innescano l’immediata reazione di
numerosi utenti del social network che si lanciano in invettive ed offese
contro il militare. Qualcuno propone addirittura di istituire una ronda
anti-carabiniere. «Perché non organizzare una squadra di tre o quattro persone
di buona volontà per sgonfiare i muscoli a questo b…. con il cervello pieno
di l….?», si legge in uno dei tanti commenti al vetriolo. Ma c’è anche chi
getta acqua sul fuoco. «La gogna mediatica non è ammessa in un paese
democratico – spiega un utente Facebook -. I processi si fanno in Tribunale e
chi ha sbagliato, qualora verranno accertate responsabilità, pagherà per i suoi
errori». 

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L’inno e l’invito alla violenza espresso nei
commenti alla foto del carabiniere hanno fatto storcere il naso anche alla
stessa Ilaria Cucchi che, un paio d’ore dopo aver acceso la miccia, ha dovuto
correggere il tiro chiedendo di moderare i toni. «Non tollero la violenza,
sotto qualunque forma – ha scritto in un post mezz’ora dopo le 18 -. Ho
pubblicato questa foto solo per far capire la fisicità e la mentalità di chi
gli ha fatto del male ma se volete bene a Stefano vi prego di non usare gli
stessi toni che sono stati usati per lui. Noi crediamo nella giustizia e non
rispondiamo alla violenza con la violenza. Grazie a tutti». E a chi le chiede
«che senso aveva pubblicare quella foto», Ilaria replica: «Il senso è che
Stefano era la metà di questa persona. Se poi lei si sente offeso da questa
foto, posso solo dire che non l’ho messa io su Facebook». Poi in un’ulteriore
post spiega: «Questa foto io non l’avrei mai pubblicata ma l’ho fatto solo
perché la ritengo e la vedo perfettamente coerente col contenuto dei dialoghi
intercettati e con gli atteggiamenti tenuti fino ad oggi dai protagonisti». E
ancora: «Io credo che non mi debba sentire in imbarazzo se diventeranno
pubblici anche i volti e le personalità di coloro che non solo hanno pestato
Stefano ma pare se ne siamo addirittura vantati ed abbiamo addirittura detto di
essersi divertiti. Non è stata una scelta di Stefano Cucchi quella di subire un
“violentissimo pestaggio”, come lo hanno definito i magistrati, per poi
morirne. Non è stata una scelta della famiglia Cucchi quella di essere
processata insieme al loro caro per sei anni». Intanto il prossimo 29 gennaio
si terrà l’incidente probatorio per accertare la causa della morte di Stefano
Cucchi. Un accertamento disposto nell’ambito dell’inchiesta bis sulla morte del
geometra romano che vede indagati cinque carabinieri della stazione Roma Appia,
tra cui anche quello immortalato nella foto.

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