La sorella apre un bar: Appuntato dell’Arma trasferito per incompatibilità ambientale

Il ricorrente Appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri, in servizio permanente presso la Compagnia di Formia, ha impugnato il provvedimento col quale il Comando Legione Carabinieri Lazio ha disposto il trasferimento d’autorità del ricorrente dalla Stazione di Formia alla Tenenza di Gaeta con la motivazione che la di lui sorella ha avviato in Formia un’attività commerciale.

La Compagnia Carabinieri di Formia ha rappresentato che “la natura dell’esercizio di cui è titolare la sorella del militare ove, come dichiarato dallo stesso militare, collabora occasionalmente anche la propria figlia, unitamente al dato oggettivo che il militare presso il Reparto di appartenenza non svolge esclusivamente il servizio di Carabiniere di Quartiere ma anche servizi di pattuglia, aventi in itinerario anche la via su cui insiste il bar in argomento, fanno emergere elementi di incompatibilità del graduato con la sua attuale posizione di impiego dal momento che il Reparto ha piena competenza anche di tipo amministrativo sull’esercizio dei suoi congiunti”.

Il T.A.R. di Latina ha quindi rigettato il ricorso “stante l’oggettiva situazione di incompatibilità tra la funzione dell’istante, che contempla anche controlli amministrativi sugli esercizi commerciali.”

Sul tema il T.A.R. ha ribadito “che nell’ambito delle Forze Armate, la valutazione dell’Amministrazione circa il trasferimento per incompatibilità ambientale è contraddistinta da ampia discrezionalità e, pertanto, può essere sindacabile solo entro i noti ristretti limiti del travisamento dei fatti e della manifesta irragionevolezza o illogicità….che i provvedimenti di trasferimento d’autorità di militari, ivi compresi quelli assunti per ragioni di incompatibilità ambientale, non abbisognano di una particolare motivazione, atteso che l’interesse pubblico al rispetto della disciplina ed allo svolgimento del servizio è prevalente sugli altri eventuali interessi del subordinato; ciò anche al fine di evitare l’esternazione di situazioni di particolare delicatezza, sulle quali è comunque opportuno mantenere il massimo riserbo nell’interesse dell’Arma e dello stesso militare.

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