Per la liquidazione degli statali arriva l’anticipo dell’Inps. Ecco le novità

Per i dipendenti pubblici sarà più facile incassare la propria liquidazione. A partire dal primo febbraio l’Inps potrà anticipare ai lavoratori che dovessero lasciare il proprio impiego i soldi del loro Trattamento di fine rapporto (Tfr) o Trattamento i fine servizio (Tfs).

Una piccola rivoluzione per il pubblico impiego visto che fino ad oggi i lavoratori che lasciavano il proprio posto avevano diritto subito a 50 mila euro ma poi per il resto erano costretti ad aspettare fino a cinque anni (o anche di più in caso di pensionamento anticipato). Unica alternativa, introdotta dal primo governo Conte, la convenzione con il sistema bancario che consentiva agli istituti di anticipare fino a 45 mila euro a fronte però del pagamento di interessi. Essendo però questi legati al rendimento dei titoli di Stato italiani, con l’incremento degli ultimi mesi anche gli interessi da corrispondere alle banche sono lievitati, rendendo questa opportunità più onerosa.

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L’INPS, invece, promette di anticipare tutto l’importo della buonuscita che, attualmente, i dipendenti statali, nella migliore delle ipotesi, ricevono dopo almeno 15 mesi. Per chi invece ha scelto di pensionarsi con quota 100 o 102 l’attesa può arrivare anche a 6 anni. Ma solo per ricevere la prima rata. Se l’importo del TFS, infatti, supera i 100.000 per averlo tutto i dipendenti devono attendere almeno 24 mesi dalla prima rata per entrare in possesso dell’intera somma. Ritardi dell’istituto permettendo.

La via, fino ad ora, era quella di utilizzare la liquidazione agevolata con tasso di interesse calmierato che, però, prevede che il tasso del prestito sia pari o uguale al rendistato più spread dell’0,4%. Senza annoiarvi con calcoli sui rendimenti e sui rialzi, basti dire che al momento il tasso agevolato supera il 2,6%. Ma alla lunga potrebbe tranquillamente superare il 4%.

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Cosa cambia con intervento INPS

L’istituto L’Inps anticiperà la liquidazione ai dipendenti pubblici in pensione in attesa del Tfr-Tfs che ne faranno domanda a un tasso agevolato dell’1% a cui si aggiungerà un ulteriore 0,5% delle spese.  Le risorse per l’anticipo saranno reperite nel Fondo Welfare che è alimentato con lo 0,35% delle retribuzioni dei lavoratori pubblici per prestazioni come borse di studio ai figli dei dipendenti, vacanze studio, iniziative sanitarie ecc. Il finanziamento arriverà ad esito della certificazione Tfr-Tfs prevista in massimo 75 giorni oltre ai tempi tecnici di istruttoria.

Le domande, riporta ancora Il Messaggero, potranno essere inviate soltanto online a e saranno accolte in ordine di presentazione, fino ad esaurimento risorse.

La liquidazione dall’INPS

Con la delibera 219 del 9 novembre l’INPS ha deciso che dal febbraio 2023 potrà versare ai dipendenti pubblici l’intero ammontare del TFS o TFR maturato trattenendo l’1% di interesse più uno 0,5% di rimborso spese forfettario.

Si potrà chiedere un anticipo o anche tutta la liquidazione e ovviamente le somme erogate saranno pagate al richiedente già con gli interessi sottratti.  Dall’anticipo l’INPS esclude tutti coloro che hanno debiti contributivi e coloro che hanno cartelle esattoriali non saldate.

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